L’essere al mondo può essere definito in svariati modi; molti lo pensano come un insieme di impegni, di cose che necessariamente si devono fare. Questo concetto però, riflettendoci bene, toglie alla nostra esperienza qualcosa di importante: la passione.
Perchè quello che è “dovuto” non è necessariamente cercato; l’unica cosa dovuta è quella finale, ma meglio non pensarci.
Una vita senza passioni.. no non voglio crederci.
Come non posso pensare al vivere appigliandosi alle virgole ed ai punti sulle “i” per qualsiasi cosa si dica o si faccia; è la sostanza quella che conta non le piccole inesattezze. Fermarmi sono alle piccole cose, senza vedere in realtà quelle grandi beh, ha poca importanza. Non è secondo me importante essere fonti di conoscenza e di sapere, ma bensì vivere i pochi momenti che abbiamo liberi (da quegli impegni che purtroppo in un modo o nell’altro dobbiamo rispettare) con un pò di serenità, senza chiedersi il perchè di tutto. E coltivare qualche passione, non doverosa ma naturale.
C’è da dire che prendo molte cose in modo entusiastico, a differenza probabilmente di altri, perchè voglio vivermele bene, senza pensare a quello che c’è dietro. Non mi interessa, come nella pubblicità di uno snack ai cereali, di cercare quello che c’è dietro a qualcosa di bello che sto vivendo (rovinandomelo); è passato quel periodo. Se una cosa mi piace (anche se magari futile) non importa. Viviamo in un mondo nel quale abbiamo tutto; troppe volte è difficile entusiasmarsi per qualcosa… Io, nel mio piccolo, cerco e riesco ancora ad entusiasmarmi. Senza se e senza ma, e soprattutto senza distrarmi da qualche piccola imperfezione o sbavatura. E senza preoccuparmi se, ciò che per me è interessante e mi da gioia, sia futile o non culturalmente adatto.
Buona continuazione a tutti…
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Oggi viaggio di ferragosto sul Bernina Express.
E’ il treno che fa il viaggio più alto d’Europa, raggiungendo e superando i 2200 metri del passo Bernina (in Svizzera).
La nostra gita, con un tempaccio nero come si può vedere dalla foto, è iniziata con un pò di shopping a Livigno (3 bottiglie d’alcoolici e cioccolata, mentre le cugine si sono spese fuori i regali di compleanno). Poi pranzo e di corsa a prendere il Bernina Express a S. Moritz. Il viaggio col trenino rosso è bellissimo, in mezzo a ghiacciai e laghi; per superare il dislivello (ben 1800 metri) senza essere un treno a cremagliera, gli ingegneri si inventarono un percorso a spirale, in modo di scendere gradatamente (anche se in alcuni tratti con un dislivello addirittura del 70 per mille).
Cito la descrizione ufficiale: “La tratta che unisce Tirano a St. Moritz attraverso il Passo del Bernina fu realizzata fra il 1906 ed il 1910, anno in cui fu inaugurata. Alcuni anni più tardi fu resa possibile anche la percorrenza invernale, grazie all’adozione di particolari spartineve che vengono ancor oggi collocati davanti alla locomotiva. La progettazione dell’opera fu alquanto difficile e laboriosa in quanto occorreva superare tratti di notevole pendenza, senza ricorrere all’avanzamento tramite cremagliera. Per questo fu utilizzato un binario a scartamento ridotto di un metro e, in alcuni punti, furono create opere che consentivano una più dolce “distribuzione” della pendenza, aumentando artificialmente lo sviluppo del percorso. Con una lunghezza di 60,6 km, la linea supera pendenze massime del 7% e raggiunge i 2353 m del Passo del Bernina, record assoluto d’altezza europeo per un treno senza cremagliera. Sul percorso furono realizzate 13 gallerie, per un totale di 4,072 km, e numerosi tornanti: quello più stretto ha un raggio di curva di 45 m. La motrice del Bernina Express è alimentata con corrente continua a 1000-1500 V. Nella bella stagione ai normali vagoni vengono aggiunte carrozze scoperte, proprio per facilitare l’osservazione del panorama da parte dei turisti.”
Ed ecco una foto in ricordo
Non ci posso credere, ma è ancora lui!!! E quasta volta, per stupire il pubblico è espatriato e si è fatto trovare niente popodimeno che in una lavatrice!!! Da Alice Notizie.
Spavento da infarto per una casalinga di Gorham nel Maine, Stati Uniti, che al termine del ciclo di bucato ha serenamente aperto lo sportello per stendere i panni.
Gesti quotidiani che la maggior parte della popolazione del mondo occidentale compie senza timore. Così anche la casalinga americana (che avrebbe potuto essere quella di Voghera) solo che, nel caso specifico, la signora ha notato del movimento del cesto del bucato ed ha visto far ‘capocetta’ nientemeno che un pitone reticolato di due metri e mezzo.
Chi si sarà spaventato di piu’? L’animale o la donna? Non è dato sapere, ma Mara Ranger si è subito ripresa ed ha prontamente chiamato i soccorsi. Il pitone è stato recuperato dagli esperti del Maine Animal Control ed ha trovato un alloggio più consono alla sua sua natura. Secondo gli esperti, il serpente non è velenoso e probabilmente è entrato attraverso le condutture dell’acqua. Del resto è difficile immaginare che qualcuno se lo sia dimenticato in tasca come succede per le monetine.
Povero pitone: brutta avventura anche per lui, questa. I momenti più difficili? La centrifuga.
Un ricordo della conferenza di Vienna, EDMEDIA 2008, le foto le trovate a questo indirizzo
Ciao a tuti! Secondo (o terzo) giorno a Vienna!! Ho da poco concluso la presentazione, è andata benissimo e molte domande. Sono contento. Ieri sera, dopo la conferenza, abbiamo concluso la giornata mangiando Wienerblabla, la cotoletta, ed andando a nanna abbastanza presto, dopo ovviamente avermi ripassato la presentazione.
Oggi ancora conferenza, e se ci riusciamo un pò di shopping come quello che abbiamo fatto di corsa ieri sera. Saluti a tutti, le foto potrò postarle solo da casa perchè da qui non ho la login.
Ciao!!!
Ciao a tutti, vi scrivo da vienna! Sono qui, assieme alla mia collega Sara, per la 20th conferenza “EdMedia”, durante la quale ognuno di noi dovrà presentare un lavoro.
Vi scrivo velocemente, connesso wireless alla rete della sede del congresso, il politecnico di Vienna.
Alla conferenza partecipano circa 800 persone, e pensate che ci sono 16 sessioni parallele in contemporanea ogni ora.
Ieri sera siamo partiti dall’aeroporto di Verona, con Air Dolomiti, con un ritardo di un’ora dall’orario previsto. Ovviamente durante il volo, nel momento in cui ci hanno portato degli snacks, sembrava che non avessimo mai mangiato facendo incetta di tutto. Taxi fino all’albergo, l’InterCity hotel, a Mariahilfer strasse. Bellissimo, e molto comodo con una grande e moderna piazza davanti, e all’inizio di una delle nuove vie di vienna piena zeppa di negozi di ogni tipo (e di Starbucks!!). Ieri sera abbiamo fatto molta fatica a trovare qualcosa per mangiare, notoriamente i tedeschi vanno a letto con le galline, e allora devo ammetterlo ci siamo rifugiati in una pizzeria italiana… Ma era l’unica aperta!!!!
Notte movimentata, perchè la camera è caaaaalda, così come Vienna è caaaalda!!! Come temperatura eh, non pensate male!
Stamattina sveglia presto, e qua subito alla conferenza che si trova in pieno centro della città, a 10 minuti a piedi da StephanDome. Vi saluto tutti carissimi, domani abbiamo le presentazioni e quindi vi racconterò com’è andata, e cosa abbiamo fatto di bello questa sera….
Ciao!!!!
Non ci potevo credere oggi leggendo la repubblica, ma era vero! Il nostro pitone è tornato ancora, ma questa volta con una modalità del tutto originale!!
“Incredibile ma vero. Come il racconto di Chris Peberdy al Northen Territory News che ha pubblicato la storia. “Ho sentito prima uno strano rumore e poi un odore davvero disgustoso. Pensavo ad un guasto invece…”. Invece in questo appartemento al decimo piano a Cullen Bay in Australia dal water è spuntato un pitone di quasi 2 metri. “Una roba da non credere. anche perchè solo da lì poteva spunatare risalendo addirittura le tubature per un altezza davvero ragguardevole” spiega Chris “qui non ci sono infatti finestre”
Ma insomma pitone!!! Qui potete vedere anche le immagini!!

Ieri ero ad Innsbruck, per gli Europei di calcio. Bolgia incredibile, ma bellissima atmosfera. Vi ho messo un pò di foto qua , dove per grande felicità di Soma ci sono un sacco di foto mie.


PS: c’era Spagna - Svezia, e come vedete ho fatto perdere la Svezia per la quale tifavo…
E poi dovrei andare in chiesa… Dal corriere dell’8 giugno 2008
VITERBO - Si sono sposati con rito civile in un’ospedale romano un giovane paraplegico e la fidanzata cui il vescovo di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli, come sostengono i familiari, ha negato il matrimonio religioso per «impotenza copulativa»: un’incapacità a procreare causata da gravi lesioni riportate in un incidente stradale avvenuto circa due mesi fa. Il matrimonio è stato celebrato questa mattina dal deputato e consigliere comunale Ds di Viterbo Ugo Sposetti, delegato dal sindaco della città Giulio Marini. Accanto agli sposi c’era anche il parroco della chiesa in cui i due si sarebbero dovuti sposare con il rito religioso. Il caso è stato segnalato dal quotidiano «Il Messaggero». Dopo le nozze celebrate all’interno del «Cto» di Roma è stata organizzata una festa nuziale cui sono stati invitati anche degenti, medici e infermieri che assistono lo sposo.
LA CURIA: «È STATA DECISIONE CONDIVISA» - «I termini della questione non sono quelli raccontati: a chi di dovere sono state offerte tutte le motivazioni di una realtà che non dipende nè da discrezionalità nè dall’intenzionalità dei soggetti»: lo si afferma in una nota diffusa oggi dalla curia di Viterbo in merito alla vicenda della giovane coppia alla quale il vescovo ha negato il matrimonio con rito religioso in quanto lo sposo di 26 anni non potrebbe avere rapporti sessuali per i postumi di un incidente stradale che lo ha reso paraplegico. «Tutto è stato fatto nella condivisione sincera della situazione e con ogni attenzione umana e cristiana - si afferma ancora nella nota della curia - Il precetto d’amore di Cristo è per noi, sempre, norma di vita, nell’ordinario e nello straordinario». In pratica la curia non smentisce il diniego ma lo definisce «condiviso» e, soprattutto, imposto dal diritto canonico, quindi «non soggetto a discrezionalità» o «intenzionalità». Il vescovo di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli, afferma che non avrebbe potuto comportarsi in modo diverso da quanto ha fatto. «L’amarezza per il modo inadeguato e pretestuoso in cui è stata presentata la vicenda - conclude la nota della Curia - non fa che aumentare la solidarietà affettuosa per chi è in sofferenza e ricordare che “la verità vi farà liberi”».
Purtroppo l’atteggiamento da zoccola ha ancora una certa presa, sulle persone ingenue.
PS: questo era il 200° post!