19.01.05 - Nevicate ed annebbiamenti mentali

Neve neve….
Questa neve mi provoca un po’ di confusione anche nella mente…. Qualche annebbiamento….

Mi vuoi, non mi vuoi?
Mi cerchi?
Mi pensi?

Sembro la ragazzina della pubblicità della Sip di una volta, che tristezza… Però in questo caso sinceramente è giusto farmi qualche domanda, perché proprio non capisco… Vabbè frequentarsi senza troppi legami o catalogazioni del nostro rapporto, ma almeno avere qualche certezza che un rapporto esista?

“Fiocca, la neve fiocca
Nell’ampio ciel scherzosa
Poi, sul terren si posa
Stanca”

(L’autore, se esiste, non lo ricordo)

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15.01.05 - Un vita d’asterischi

Per onestà intellettuale devo subito precisare che lo stimolo per scrivere questo mio intervento mi è venuto dal recente spot di un’automobile; con altrettanta onestà devo anche dire che quello che sto per scrivere balena nella mia mente da molto tempo, e con quello spot ho avuto lo stimolo di mettere giù i miei pensieri in frasi di senso semi-compiuto.
Insomma, l’idea di base è: perché basare tutta la nostra vita su degli asterischi*?

Nuova auto: da 10000 euro* chiavi in mano

Ah che bello, costa poco quest’auto nuova! Si, ma vatti a leggere quell’asterisco in basso, che ti praticherà un bel rincaro di 2000 euro come minimo…

Film in DVD prima visione: solo euro 12,90*!
*vendita abbinabile solo con la rivista, costo 3 euro…

Provate a pensarci, oramai qualunque cosa vediamo, qualunque pubblicità ci passi davanti, un * salta fuori, in un modo o nell’altro…

Allora mi sono chiesto, ma in conclusione non è che la nostra vita sia in bilico su un asterisco?

Vai a lavorare? Contratto determinato, stipendio 300 euro* al mese (* dai quali scalare 50 euro per l’assicurazione). Lavori con noi* (* si, ma tra 3 mesi te ne torni a casa).
Nei rapporti d’amicizia? Quanto siamo amici* (* sperando di trovare qualcun altro il prima possibile). Sto proprio bene in questo gruppo* (*si ma appena mi trovo una morosa addio a tutti)

Tutto è precario, i rapporti per definizione sono precari, la vita in se è precaria… ma perché banalizzare tutto in un asterisco? Perché non riusciamo a creare qualcosa di solido, che oltrepassi la concezione di un mero carattere tipografico? È triste metterla giù così, lo capisco, ma in fondo pensateci un po’, rifletteteci su… in tutti i rapporti ci si crea il più delle volte una via d’uscita, una fessura dalla quale scappare… nei rari casi in cui l’amicizia è profondamente vera, forse scompare il grande *, ma uno piccolo piccolo, di salvataggio, resta indelebilmente nella testa, magari nascosto in reconditi cassetti mentali. Ma resta, pronto all’uso.

Ed ecco il punto cruciale, quello a cui volevo arrivare: i rapporti sentimentali.

Ti Amo* (*se anche tu ami me)
Ti Amo* (*ma non tradirmi, altrimenti non ti amo più)
Ti Amo* (*ma comportati come voglio io)
Ti Amo* (*almeno per un mese)
Ti Amo* (*ma lasciami guardare la partita)

Almeno in questo caso c’è la parola “amore”, che anche se con asterisco qualche significato pure lo ha nel momento in cui è detta… ma se la frase diventasse

Sto bene con te* (*ma lasciami in pace quando non sono con te)
Sto bene con te* (*intanto che non trovo qualcun’altro)
Sto bene con te* (*ma non voglio implicazioni di nessun genere)

Ecco, in questo caso le cose si complicano: ma se tu stai bene con me, perché non può crearsi qualcosa di diverso, di più profondo del semplice vedersi? Perché non posso usare parole dolci, perché non posso trattarti come vorrei trattarti? E perché accetti la situazione, quando sai la disparità di sentimenti che ci sono in campo? Oppure anche tu provi le stesse cose, ma hai paura a dirlo?

Una vita d’asterischi, una vita di clausole, una vita di contratti con le scappatoie pronte, una vita d’incerte certezze.
Certezze create ad hoc, incertezze create a tavolino.
Forse inutili elucubrazioni mentali, ma la mia mente è fatta così, sarà malata, sarà bizzarra… ma sarà con o senza asterischi?

*c’è un senso in quello che ho scritto?

1 gennaio 2005 - Un nuovo anno

È arrivato, come tutti gli anni.. è arrivato
Lo so, ne sono successe di tutti i colori in questi ultimi giorni nel Mondo, forse non sarebbe il caso, ma io sono egoisticamente felice. Si, sono felice.
Lo stato in cui ero ieri sera… era irreale. Mai e poi mai avrei pensato che la serata sarebbe stata come è stata… mi ero messo di buona volontà, preparato psicologicamente per affrontare una serata in amicizia, invece chi la mia amicizia doveva riceverla mi ha spiazzato, comportandosi come io avrei realmente voluto che si comportasse… sono senza parole, e soprattutto, e non è da me, sono tranquillo.
Tranquillo nell’attendere con serenità le cose che verranno… attendere, forse è sbagliato, meglio dire vivere le cose che stanno succedendo e verranno con un nuovo spirito, essendo felice dei momenti in cui sto bene, come ieri sera, e pensarli, sognarli, ricordarli. Ma non perché saranno momenti che non si ripeteranno, ma perché sono momenti in cui sono stato bene, come forse mai prima…

Un ottima fine anno quindi, ed un ancor più ottimo inizio… ieri veramente non mi sarei mai aspettato una serata così, men che meno tre giorni fa… Se il buongiorno si vede dal mattino, quest’anno sarà proprio bello.

Devo pensare anche alle altre persone che erano con me ieri sera, in particolare il neoVice presidente dell’Inter, che veramente mi ha sorpreso, in senso buono, ed ha rivelato di essere un vero amico; non volevo la prova, ma ieri sera me l’ha data, con un comportamento che veramente lo fa grande per me. Grazie.
Poi alle altre due cuoche del Mondo, che hanno reso possibile la serata di ieri… Contente dei fiori è? A voi deve andare il mio ringraziamento per il supporto, materiale e morale, per esservi sbattute così, insomma Grazie.

Vorrei fare un bilancio, breve, dell’anno passato. È iniziato nel peggiore dei modi, sembrava che sarebbe stato un annus horribilis per me; invece quell’esame mancato mi ha reso possibile l’integrazione all’interno dell’istituto di ricerca, la conoscenza di nuove persone, l’apprendimento di tante nuove cose, l’inizio di un’esperienza nell’ambito professionale. Chissà se sarebbe successo lo stesso se mi fossi laureato come avrei voluto.
Poi giro di boa, compleanno, 23 anni, e come regalo l’esame tanto sospirato superato, la corsa verso la laurea in settembre, il Symposium a Campiglio (povera Cinzia), e nuove importanti decisioni. La specialistica ad Economia, il lavoro in istituto, l’inizio di una nuova fase della mia vita. E in questo momento di novità, una non attesa, ma sperata. Si, c’è stato un mio momento di crisi, ma ora ho capito come sto bene quando ci vediamo, e quindi chi se ne frega di una catalogazione per il nostro rapporto. Stiamo bene quando siamo assieme. Punto.

Propositi, molto semplici. Andare avanti con tranquillità in tutto quello che sto facendo, rafforzare le mie amicizie, i miei rapporti con chi mi sta vicino, cercare di avere più sicurezza in quello che faccio, più indipendenza, più coraggio. E continuare nella mia strada di lotta all’ipocrisia… lo so, a volte le piccole bugie fanno bene, ma io sarò sempre il più possibile sincero nelle mie opinioni, nel mio comportamento, nei miei rapporti con chi mi sta accanto.

Chiudo con questi quattro versi, che danno l’idea del mio stato, delle farfalle nello stomaco, delle mie speranze per il nuovo anno, per tutti. Per cercare di trovare una qualche forma di felicità.

“Sognando ad occhi aperti vedo il mondo che vorrei
Racchiuso in un sorriso di chi non sorride mai
Se non provi a spostare l’orizzonte un po’ più in l
I sogni non coincideranno mai con la realtà”
Meg – Simbiosi (2004)