29.05.05 La fine di una guerra stellare

Finalmente!
Si, proprio finalmente ho visto l’ultimo, e grandioso, episodio di Guerre Stellari. Beh, se si è veri appassionati della saga l’aggettivo che si può dire è uno solo: Grande!

your ads here (468x60) - after 1st post.

23.05.05 preso a pesci (o meglio trote) in faccia da me stesso

Continua il mio lento ed innarrestabile decadere. Sono pieno di noia, sono immensamente stufo, ma non ho voglia di cambiare e di fare qualcosa che mi stimoli. Invece me ne sto qui, iperinsensibile, iperinsofferente a prendermela con mia mamma, rispondendole male per ogni cosa che mi viene a dire. Vagabondo avanti ed indietro per la casa, fuori e dentro dalla terrazza, senza nessun motivo, senza avere da fare niente. Mi consolo facendo qualcosa per l’università, ma dopo una mezz’ora sono subito stufo, e quindi ritorno fuori a vagabondare davanti alla tv, a continuare a mangiare nemmeno mi consolasse o mi facesse stare bene, anzi peggio, per poi ritornare qua davanti al pc e riprovare a fare qualcos’altro per l’uni. Tutto per distogliere il pensiero da me e da che schifo che mi faccio in questo momento. L’unica consolazione è pensare che stasera c’avrò Friends e la nuova serie di Will&Grace da guardare… che tristezza.
Ieri sera a mangiare trote, all’inizio ero entusiasta perchè uscivo di casa ma poi, con l’andare della serata (e penso che almeno una persona se ne sia accorta) veniva fuori la mia insofferenza verso tutto, e la completa svogliatezza nei confronti di qualsiasi proposta. Poi con uno che continua a comportarsi sempre nell’identico modo nei miei confronti, cioè non avendo alcun rispetto verso di me. Si, ridevo, ma era solo dissimulazione…
Sono stufo, che palle.

21.05.05 uno straziante immobilismo

Sabato sera. Sono le 23.09. E dove sono? Qui, davanti ad un computer, a scrivere. Prima che ho fatto? Ero fuori, a guardare una trasmissione d’approfondimento politico. Ripeto, è sabato sera.
Ed allora quale problema c’è, mi potrebbe dire un estraneo, ti rifarai sabato prossimo! Il problema, mio caro invisibile estraneo amico c’è, e sta nel fatto che non mi sono mai rifatto in nessun sabato sera da quando ho la libertà di agire di mia iniziativa. E nemmeno prima, da adolescente. E nemmeno ancora prima, sotto scorta dei genitori. Mai.
Non ho mai avuto il problema di sentirmi dire “Devi tornare assolutamente entro le 10″, e poi “entro le 11″ e così via. Non mi è mai successo, i miei genitori non hanno mai avuto bisogno di pronunciare queste frasi, perchè non gliene ho dato la possibilità. O loro, esplicitamente o implicitamente, non l’hanno data a me.
Ma in questo momento mi sembrerebbe ridicolo affrontare questo argomento, che comunque penso che se mi sottoponessi ad una bella psicanalisi inevitabilmente uscirebbe. E visto che, in un modo o nell’altro, questo mio spazio è una specie di lettino di analisi, inevitabilmente è uscito, e cerco di richiuderlo, senza escludere di riesumarlo osservando lo sviluppo del discorso che verrà intavolato.
Insomma il cuore della questione, è il mio stato di assoluto e straziante immobilismo misto ad un inconcludente pessimismo. Sono qui, giorno dopo giorno, sera dopo sera, sabato dopo sabato, a chiedermi che cazzo sto combinando. Perchè mi ritrovo sempre così, steso su di un divano con i pensieri a mezz’aria, in cerca di un perchè, di un calcio in culo che mi dia una mossa, ma che nessuno mi da (visto che dovrebbe essermi dato proprio da me medesimo), che cerco di distrarmi con la spazzatura che mandano in televisione, o con un pò di musica sparata nelle cuffie, o con qualche approfondimento con il quale riesca a concentrarmi distraendomi nel frattempo dai miei pensieri distruttivi. Che, inevitabilmente, ri-escono alla prima pubblicità che passa, al primo secondo di distrazione o noia di quell’elettrodomestico sempre acceso. E mi ritrovo immobile, con sempre le stesse domande in testa, con gli stessi problemi, da anni.
Perchè non ho avuto una normale vita da adolescente, un normale svago serale, una normale “compagnia” con la quale fare qualche cazzata, con la quale magari sbagliare ed imparare dagli errori fatti. Ma anche questo è un fatto oramai passato ed archiviato, perchè sono passati quegli anni. Ed allora, se avessi una mente normale o un comportamento minimamente intraprendente, dovrei cercare almeno di rifarmi adesso, a 23 quasi 24 anni… Ed invece non so se per pigrizia, per introversione, per pessimismo dirompente o per addirittura semplice accanimento terapeutico contro me stesso, resto sempre qui, immobile in questa situazione. E se fosse per comodità, così posso continuare a lamentarmi?
Bel quesito.
Che fare? Sono anni che me lo chiedo. Ed anni che non mi rispondo.
L’anno scorso qualche cambiamento mi aveva fatto sperare in un miglioramento del paziente. Anche la macchina, che ho tutt’ora, mi consentirebbe di uscire e cercare qualche modo per stare meglio. Si ma dove? E con chi? La prima risposta potrebbe essere risolta semplicemente, ma per la seconda ho qualche dubbio un più.
Ma nemmeno questo è il problema. Il mio problema sono proprio io. Me medesimo.
In questi ultime settimane questo spazio è ricco di invettive verso tutto e verso tutti. Oramai potrebbe essere considerato il blog più odiato del trentino, perchè in pratica quasi nessuno è scampato dalle mie critiche e desolanti accuse. Probabilmente era solo un modo per giustificare il mio comportamento, un modo semplice per distogliere l’attenzione da me, dalla mia mente problematica, dal mio stato personale che magari semplicemente non mi soddisfasse, ma nemmeno ci prova a soddisfarmi. Non mi sento bene con me, con il mio modo di pensare, con il mio modo di presentarmi. E quindi, perequamente, non sto bene nemmeno con gli altri. E l’unica mia consolazione è per avere scritto una frase che mi convince e mi piace.
Nessuna delle persone che normalmente sentivo più vicine mi da consolazione; ma non nel senso che non mi da conforto standomi vicino, anche perchè proprio non sto cercando nessuno affinchè mi stia vicino. Ma proprio perchè quando le ho vicine in un modo o nell’altro mi irritano e mi provocano uno strano senso di rancore. Magari anche senza fare niente, solo con la loro presenza, o con una parola, che io in quel momento e senza motivo considero sbagliata.
In questo momento praticamente tiro avanti per la mia insofferenza.
E la cosa strana è che sono molto insofferente verso le persone che tradizionalmente sentivo vicine a me, mentre per le altre che ora frequento tutti i giorni in ambito universitario, ma con le quali ancora non ho il rapporto che avevo costruito con le altre, provo indifferenza. Ma non in senso negativo, in questo caso molto positivo perchè non mi irritano e riesco a passare il tempo tranquillamente ed allegramente senza problemi. Non capisco questo fatto, o meglio penso che sia legato al fattore ambientale. Mi spiego meglio. In quell’ambito ho così tante cose a cui pensare e da fare che non ho spazio per pensare ad altro, come i rapporti strettamente personali. Passo il tempo, tranquillamente e fruttuosamente per la prosecuzione nel percorso di studi e morta lì. Ma il problema non è risolto, anzi, perchè appena ho il tempo di starmene tranquillo, la sera o ancora meglio nel weekend (come in questo momento, sabato sera, ore 23.45) i problemi tornano belli uguali come lo erano prima.
Vorrei trovare una persona speciale, ma pigramente, o pessimisticamente, manco la cerco. Anche perchè, se non sto bene con me stesso come faccio a stare bene con qualcun’altro. Non penso che riuscirei a pormi decentemente con nessuno, ma proprio non mi ci vedo assolutamente in questo momento. Anche se lo vorrei.
Tante contraddizioni racchiuse in un’unica problematica persona. Ecco una calzante definizione di me.
E non posso continuare a consolarmi solo facendo roba per l’università, di sabato pomeriggio, di domenica, in tutta la settimana. Basta insomma, c’è un limite. Ci dovrebbe essere una vita al di fuori di qui, che ha addirittura quella che non ha tempo per niente fuori dal lavoro e l’università!
Non capisco più un cazzo, sto lentamente andando fuori di testa. La mia mente sta organizzando una rivoluzione di velluto, quindi non urlata ma ben dissimulata per non fare preoccupare nessuno, tranne questo sfondo nero. Nero.
O forse voglio fare apparire grave quello che grave non è…. ma che cazzo ne so.

20.05.05 frasi celebri

Quando la dòna la move l’anca, o l’è putana o poc ghe manca!
Detto millenario

16.05.05 chi più chi meno me le fa girare

In queste ultime settimane sembra che fosse partita una gara a chi riusciva a farmele più girare… ci sono riusciti quasi tutti, erano rimaste fuori solo un paio di persone.
Tra queste, una cara amica, alla quale avevo proprio detto che a tutti ho detto su in questo mio spazio tranne che a lei… ecco, ora ho l’occasione per sfogare alcuni miei pensieri.
Ma io mi domando, ma perchè non accettare i ragionamenti degli altri quando si discute? Non dico sposarli (i pensieri s’intende), ma semplicemente capire che in una discussione tutti hanno i loro punti di vista, da ascoltare, accettare o rifiutare, ma sicuramente per i quali non c’è bisogno di offendere. Altrimenti il tutto diventa semplice arroganza, e chiusura mentale… Una cosa che sinceramente non mi aspetterei da lei… E liquidare il tutto con frasi tipo “ma va a laorar” mi pare una mossa alquanto ridicola e che non fa onore a chi l’ha detta. Io ascolto le opinioni degli altri, se la penso diversamente cerco di controbatterle, perchè mi piace lo scambio d’opinioni… Ma finire gli scambi d’opinioni così mi pare veramente ridicolo, e segno che difficilmente è possibile parlare.
Spero sia stata solo una serata strana, visto che non è stata l’unica uscita infelice nei miei confronti.

Ecco, ora c’è anche lo sfogo verso una nuova persona!!

Consiglio musicale della settimana: il nuovo singolo dei Coldplay, Speed of Sound

07.05.05 frasi celebri

“Ma io mi domando, perchè gli animali per istinto di sopravvivenza possono uccidersi tra di loro, mentre noi esseri umani non possiamo altrimenti ci arrestano e ci mettono dentro!??!?!”
Comprensibilmente anonimo