26.08.05 Zoo!

Giornata strana oggi… mi è sembrato di tornare alle elementari.
Siamo andati allo Zoo Safari!
Ed abbiamo fatto contento l’aspirante cacciatore di rinoceronti del Botswana… beh, ed il rinoceronte ha ricambiato direi oggi!
Insomma, dicevo, mi è sembrato di essere tornato indietro di 15 anni… mi ricordo che in seconda elementare la gita era stata allo zoo di pastrengo, solo che io non sono potuto andare. Perchè? Motivo incredibile: siccome la domenica dopo c’era la comunione di mio cugino, i miei non mi hanno lasciato andare con la paura che m’ammalassi per il giorno della comunione. Mi sembra ancora incredibile a scriverlo, ed ora che ci penso mi appare sempre più incredibile!
Allora, per farmi contento, mi portarono loro dopo un pò di tempo, ma non al safari che abbiamo fatto oggi. Semplicemente allo ZOOOOO.

Nello Zoo abbiamo trovato Buana, lo stallone del Ghana, che ci ha confidato i nuovi risvolti nella sua relazione con Ramba; si, infatti hanno deciso, di comune accordo, di trasferirsi proprio allo ZooSafari, nella buca delle scimmie Ughe, così da fare concorrenza all’amico Bongo. Ah, per chi non lo ricordasse Buana ha una sorellina, di nome Marika, mentre Bongo è sia l’amica di Ramba che il padre di Uga e marito di Mariangela. Ora è tutto chiaro?

Oggi ho pure scoperto che era vero, avevo sconvolto veramente più di una persona con i miei ultimi interventi… Adesso provo a rileggerli per capirne i motivi . . . . . letto. Boh, se è per l’intervento “Distanze”, posso capire le domande che si può fare una persona. Ma non se le è fatte, perchè sapeva benissimo come stanno le cose.
Comunque sia, ho creato sconquassi, dei quali mi scuso ancora, ma le reazioni che ho ricevuto, e che avrò ancora da discutere sicuramente assieme alle dirette interessate, mi fanno piacere perchè indicano un interessamento a me. Che non va mai buttato via. Non avrei usato il verbo “sputare”, ma è italiano quindi va bene. E le mie risposte ogni tanto posso capire che sembrino dette con acidità, ma è il mio modo di scrivere… Se fossi veramente arrabbiato si capirebbe subito.
Vediamo come continua la cosa, la partenza mi pare buona comunque… La parola chiave non devo dimenticarla: Positività!

PS: la rubrica continua, vediamo che succede. Al primo segno di schizofrenia, come promesso, chiudono i battenti.

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25.08.05 Che sia l’ora di chiudere i battenti?

Oggi mi sono accorto che ho turbato un’altra persona che ha letto le mie dissertazioni di queste pagine.
Mi dispiace molto, perchè non è la prima, e se continuo così molto probabilmente non sarà nemmeno l’ultima.
Mi accorgo che mi sto comportando male, giustificando il mio comportamento con “è, ma sono fatto così”. Credendo che il mio essere problematico sia una semplice giustificazione per poter essere perdonato per gli errori, o meglio i comportamenti che ho con gli altri.

Rileggendo le pagine di questo sito, non lo faccio mai ma in questo caso è valsa un’eccezione, mi sono messo a ridere. E’ un pò questo l’obbiettivo che avevo mettendo in piedi questa sezione, cercare di sfogare certe mie convinzioni mentali, certi miei pensieri in modo che, rileggendoli dopo del tempo, potessi pensare “ma che cazzo ho scritto, cosa cavolo mi passava per la testa in quel momento?”. Ecco, in questo caso l’esperimento è riuscito pienamente. Lo so, sono problematico ed è la seconda volta che lo scrivo, ma lo sono anche ai miei occhi, non solo agli occhi degli altri. Basta leggermi un pò.
Mi sono accorto però anche di un’altra cosa molto grave, leggendo queste pagine. Un difetto che non mi sento dentro, ma che viene fuori chiaramente leggendo queste pagine: sono uno sputasentenze.
Ecco, questa è una cosa che mi fa molto dispiacere, perchè una cosa è spalare merda su di me, perchè mi faccio male (o ridere) da solo. Una cosa è farlo contro gli altri. E l’ho fatto.
Me ne scuso sinceramente e profondamente, e per questo potrei prendere la decisione di non pubblicare più niente in questa sezione, ed addirittura cancellarla.
Me ne scuso veramente tanto, perchè non ho il diritto di giudicare gli altri, proprio io che vorrei avere la mentalità più aperta di questo mondo. Io, che non voglio essere mai giudicato o commentato, mi autoproclamo quasi giudice del mondo e sputosentenze a destra e a manca. No, non va bene.

Quindi ho deciso di dare una svolta significativa al mio comportamento ed al mio stile; d’ora in poi mi inculcherò l’abitudine di non giudicare gli altri, di non valutare gli altri, e di attuare il detto “vivi e lascia vivere”.
Se riuscirò in questo Leggetemi continuerà ad esistere, altrimenti verrà sicuramente chiusa.

E dire che non sarebbe il mio stile quello di giudicare gli altri, di sputaresentenze; mi sento molto libertino nei confronti degli altri, ma chissà perchè sarà la noia, sarà il non sapere cosa fare, mi cimento in quei giochi linguistici per tirare frecciatine a tutti.
E poi mi lamento se le persone le tirano a me…
E’ una cosa proprio brutta.

I propositi che mi ero fatto per quest’anno quali erano? Facciamo una veloce verifica, riportando quello che avevo scritto:
“Andare avanti con tranquillità in tutto quello che sto facendo [1], rafforzare le mie amicizie [2], i miei rapporti con chi mi sta vicino [3], cercare di avere più sicurezza in quello che faccio [4], più indipendenza [5], più coraggio [6]. E continuare nella mia strada di lotta all’ipocrisia [7]… lo so, a volte le piccole bugie fanno bene, ma io sarò sempre il più possibile sincero nelle mie opinioni, nel mio comportamento, nei miei rapporti con chi mi sta accanto.”
Il resoconto è molto semplice, e mi rattrista. Per il primo punto sono apposto, l’università va benissimo (mi riferivo a quello, nel dire “quello che faccio”). I punti 2,3 invece non vanno molto bene, per quello che ho detto prima; se continuo a essere il giudicatore del popolo non posso andare avanti. Anche il punto 4 va bene secondo me, quello che faccio lo sto portando avanti bene, e sto cercando sempre più un’indipendenza. E l’indipendenza non deve passare per forza dal lavorare, ma dalla serenità che dovrei avere nel comportarmi e fare ciò che voglio. Perchè si pensa sempre ad un’indipendenza solo economica?
Il punto 6 sicuramente non va bene, il coraggio non c’è ancora, mentre discutere sull’ultimo punto è abbastanza strano. La mia personale lotta all’ipocrisia credevo di averla portata avanti, solo che mi accorgo che con il mio continuare a giudicare e ad essere spudorato l’ipocrita sono diventato proprio io, e cosa peggiore nei miei confronti!

Quindi è l’ora di fare un giochetto: facciamo finta che oggi sia l’ultimo dell’anno, con i propositi per l’anno nuovo che verrà. Facciamo finta che da domani inizi un nuovo anno, almeno per me. E mettiamo giù, in modo propositivo e non negativo, quello che voglio fare. Cercando magari di rispettare le promesse che mi faccio.
Ed il mio proposito è uno solo, molto semplice: essere positivo.
Positivo verso me stesso, positivo verso gli altri.
Solo cosi può continuare; e se dico così intendo tutto, non solo questa rubrica.
E cambiare il mio stile, essere veramente libertino e libertario, come fin’ora credevo di essere. E se lo scrivo nero su bianco state pur tranquilli che lo farò.

Allora per concludere facciamo così, mando a fanculo tutte le persone che stanno leggendo, e che non leggono, come degna chiusura di questo ciclo. E mi scuso con un bel sorriso :)

PS: qualcuno spera che tenga aperto questo sito? Spero di si…

22.08.05 Distanze

Alle volte fanno bene, mentre in altri casi tutto il contrario.
Distanze fisiche, distanze mentali.
Nel primo caso il problema è limitato, perchè il contatto sia vocale ma soprattutto fisico dovrebbe risolvere il disagio… Nel secondo invece il problema è molto più grave, in particolare quando le distanze di accentuano con il passare del tempo, e con l’aumentare dei kilometri di separazione gli uni dagli altri.
Mi trovo in questa situazione, il problema non è semplicemente una distanza fisica (in senso lato, quindi non il “contatto” fisico, ma il rapportarsi con una persona che ci si trova di fronte), ma sta diventando, me ne accorgo con il passare del tempo, una distanza anche nel modo di pensare, comportarsi, e più ampiamente vivere.
Prima non era così radicale la differenza che sentivo… ora invece qualsiasi discussione, anche la più idiota, si trasforma in distacchi sempre maggiori, con la conseguenza di accumulare distanze come fossero punti di una raccolta del supermercato. Non capisco bene il perchè, visto che il mio modo di rapportarmi resta sempre più o meno lo stesso; probabilmente la differenza di ambiente, amicizie, frequentazioni, esperienze, hanno provocato una visione diversa di ciò che si ha intorno, comprese le persone con cui si stava sempre in passato. Era forse questo il desiderio, questa raccolta distanze era proprio ricercata? Una volta ci si capiva subito, e non serviva dovere puntualizzare qualunque cosa accadesse, e scusarsi per qualsiasi parola sbagliata fosse uscita dalla bocca… Ora invece devo giustificare tutto, compresi i miei problemi che dovrebbero essere chiari, o meglio erano chiari a chi mi frequentava spesso, ora invece sempre più raramente. Mi farò odiare, mi dovrò probabilmente scusare perchè ho detto qualcosa di sbagliato… Ma, come al solito, quì scrivo quello che penso, e so che verrà letto visto che il mio sito è (o era?) nella lista dei preferiti.

Io lo sai perfettamente come la penso, te l’ho sempre detto e fatto capire chi sei per me. Non dovrebbero venirti dubbi per qualunque parola o comportamento che, per te, è sbagliato. Se è così, qualcosa da parte tua, non mia sappilo, non è ancora chiara.

20.08.05 Teorema Post-Laurea Triennale

Il fatto che è successo questa settimana è la chiara, limpida, dimostrazione del teorema (ora assioma visto che è profondamente dimostrato) che, a mio (e dei diretti interessati) malgrado, ebbi formulato oramai un anno fa.
Ecco formalizzato il suddetto teorema, affinchè tutti possano sapere cosa accadrà appena otterranno, ora come tra anni, la laurea triennale.

Teorema Laurea Triennale

Spiegazione:
X=persona | in possesso di titolo “Laurea Triennale” (per ogni X che appartiene ad un corso di laurea specialistica)
Y=persona | X+Y=amore

il teorema dice quello che segue:
per ogni X, per ogni Z:mesi in [6,12] dal mese di laurea
se esiste X and esiste Y and 6<=Z<12, allora segue che (per definizione) X+Y=insieme vuoto.

Corollario Laurea Specialistica al teorema

Spiegazione corollario:
X=persona | in possesso di titolo “Laurea Specialistica”

il corollario, da dimostrare, afferma che:
per ogni X, per ogni J:mesi in [6,12] dal mese di laurea
se esiste X and 6<=J<12, allora segue che esiste un W=persona, W non strettamente diverso da Y | X+W=amore.

14.08.05 Freddo d’estate… aspettando quello nordico

Abbiamo prenotato!
Incredibile, alla fine qualcosa abbiamo deciso, a fine ottobre andiamo a Stoccolma!!
Mi domando come mai è venuta fuori questa città, questo nome… Ricordo che una Ramba l’aveva nominata, che si doveva andare… alla fine ci andiamo tutti tranne che lui… Mah
Non mi interessa, a me basta andare e, pagando con la stessa moneta, non prego nessuno, soprattutto colui che dice di non farsi mai pregare. Ripeto, Mah
Insomma siamo qua, oggi sembrano i santi e domani, ferragosto, il giorno dei morti… Ed attendiamo i freddi che troveremo, certamente, su al nord polare… Ma che offertona!

Oggi riflettevo un pò su me stesso, tanto per cambiare, e mi accorgo semplicemente che sono sempre il solito adolescente che ero alle superiori; non ho cambiato i modi di divertirmi, le battute che adopero, i modi di comportarmi. Almeno, così pare.
Non so, mi sembro un adolescente cresciutello, che vede attorno a se la gente che cresce ed io resto fermo, con la mentalità da “putelot”… Mi sottovaluto? A me piace starmene un pò spensierato, finchè posso, non pensando al tempo che verrà, e che mi costringerà a stare serio… Mi incazzo facilmente con chi a 24 anni vuole fare solo cose serie, o che ha la mente da adolescente come me… Sono proprio uno stronzo, forse sono io che non ha la mente abbastanza aperta per capire gli altri…
No, non voglio lamentarmi cazzo!

Non posso lamentarmi, solo martellarmi le palle perchè tutto quello che ho me lo sono cercato e creato io. Le giornate chiuso in casa sono frutto del mio comportamento sempre fisso sulle regole mentali che non voglio infrangere, sulla paura di uscire e divertirmi, sull’introversità che c’è dentro di me ma che cerco sempre di nascondere… Ma cavolo, buttiamola via! A capodanno, ma devo scrivermelo su un biglietto o su un biglietto virtuale come questo sito, la butterò via con le cose vecchie dalla finestra, come i napoletani. E se non lo faccio o non lo ricordo, qualcuno cortesemente mi dia una bastonata sul culo che forse lo sputo via questo mio comportamento che è cementificato dentro di me

08.08.05 Bretelle [2]

Ecco fatta, passata la bretella di Mori! Ma che bella!
Siccome il papà scalpitava, non abbiamo potuto mancare a questo eclatante evento… Arriviamo lì e l’ingresso dall’autostrada era ancora chiuso. Allora, per non tornare indietro e visto che c’era movimento che indicava che l’apertura sarebbe avvenuta di lì a poco, ci siamo messi ad aspettare… e dopo un pò di minuti aprono…. e noi quindi siamo stati la seconda auto di normali cittadini che hanno attraversato la bretella e la galleria! Beh, è difficile vedere mio papà così felice, ed oggi lo era molto molto.

Penso a mio nonno Antonio che non ho mai conosciuto; come mi raccontano passava quasi tutte le sere a piedi proprio per la strada sotto i piloni che ora, finalmente, sorreggono il viadotto sull’Adige, chiedendosi di continuo quando avrebbero costruito quella benedetta strada… Ecco fatto, putroppo 25 anni dopo che se n’è andato…

08.08.05 Bretelle [1]

Oggi giornata mondana: si è inaugurata la bretella che, finalmente, collega direttamente il casello autostradale Rovereto Sud-Lago di Garda Nord alla statale per il lago di Garda, senza obbligare le auto dei vacanzieri ad attraversare l’abitato di Mori.
Ed all’inaugurazione, presenti il presidente dell’autobrennero, della PAT, sindaci assessori e preti, non potevamo mancare noi!
All’imbocco della galleria Est, via Terranera, eravamo piazzati (quasi fosse una punizione) proprio davanti ai gazebo con il buffet, agognato dal 95% delle persone presenti all’evento; ovviamente appena era il momento di azzannare il buffet noi siamo scappati a gambe levate, che tristezza altrimenti stare lì in mezzo a chi sembrava che non avesse mai visto una pastina o una fragola! C’era gente che addirittura fotografava il buffet anzichè la galleria.. [il fratello di Jo, ndr]
Ed insomma, abbiamo partecipato a questo evento unico, calpestando per la prima ed ultima volta l’asfalto della nuova tangenziale di Mori. E tra poco, visto che mio papà non vede l’ora, l’attraverseremo anche in auto.
W Durni che se n’è stato a casa!!

07.08.05 Buana-sismi

Il tempo passa, e rieccomi qua nel mio angolo di parole buttate bianco su nero
Ieri sono andato a Brescia, e finalmente ho trovato un paio d’occhiali da sole che mi piacessero e mi stessero bene! Evviva! (Beh, se tutti i problemi fossero questi….)

Ora sono qua con i miei Oasis, tra Columbia - Live Forever e Supersonic, dal primo album Definitely Maybe

Buanasismi? Che significa?
Qui voglio raccontare la storia di Buana, e della sorellina Marika, che hanno riempito queste nostre ultime giornate.
Buana è detto anche lo stallone del Ghana. Buana è l’uomo metà anguilla e metà toro, nel cui membro si sono fuse la potenza immane del minotauro e la violenza del cinghiale selvatico cinese, oltre alla capacità della megattera imperiale (e quest’ultimo dettaglio è molto importante perchè dovete indovinare qual è il pregio di avere la capacità di una megattera)
Buana conserva l’antico compito di sorreggere i pilastri del mondo a noi conosciuto, tramite la leggendaria alabarda che porta con se.
Per queste sue doti portentose Buana quando fu cacciato dal suo paese, il Ghana, chiese asilo politico qui, in Italia. E si trasferì qui, nel suo paese che ora sente suo, assieme alla sorellina Marika.
Ricordo che Marika è la sorella di Buana.
Buana però nel suo soggiorno in Italia non si sentiva mai in pace, era sempre cosciente che dentro di lui, dentro quel corpo scultoreo di un lottatore greco impresso nel marmo, c’era un vuoto, qualcosa che gli mancava e che doveva recuperare per essere finalmente felice e sereno.
Ah, Marika continuo a ricordare è la sorella di Buana.
Insomma, finalmente un giorno Buana, il fratello di Marika, colui che voltandosi di novanta gradi è in grado di ingravidare mezzo Trentino, trovò impressa sulla propria alabarda spaziale, simbolo della serenità mondiale visto che sorregge i pilastri della conoscenza e della saggezza dell’uomo, una scritta formata di cinque lettere, che a lui erano sconosciute visto che conosceva soltanto il linguaggio dell’amore.
Chiese a Marika, sua sorella, di decifrare questa scritta, visto che Marika, la sorella di Buana, aveva frequentato delle scuole occidentali.
Marika, la sorella di Buana, riuscì a decifrare cinque lettere, che lette di seguito suonavano in questo modo: R-A-M-B-A.
Marika, la sorellla di Buana, intuì subito che si trattava della famosissima Ramba, quella originale, e confidò al proprio fratellino, sempre intento a liberarsi dall’ingombro che gli provocava quel regalo che madre natura gli fece, derivato dall’incontro tra un’anguilla (figlia di un’anaconda e un pitone, ma con una trisavona anguilla) e un toro delle praterie siberiane, la notizia. Buana restò di stucco, pietrificato (come tra l’altro l’arnese dell’amore che portava sempre con se).
Buana quindi, seguito dalla sorellina Marika, partì per un viaggio pieno di pericoli, ostacoli ed inondazioni, verso la città che ora ospita le gesta della persona stampata a lettere cubitali sul proprio strumento d’amore: Ramba. La città era Rimini, centro balneare estivo che ospita un gran numero di famiglie da maggio a settembre, classico luogo d’incontro di coppie felici o di ragazzi/e in cerca d’amore. Lui, Buana, preso da questa visione d’amore non resistì ed ingravidò solo con lo sguardo un’innumerevole quantitativo di femmine in età da riproduzione, la cui colpa era semplicemente trovarsi un quel luogo in quel preciso istante. Pensare se non avesse usato lo sguardo ma qualcos’altro… E’ proprio da quella esatta situazione che nacque l’antico rito giapponese del Bukkake.
Marika, la sorella di Buana, indagò per tutta la città per venire a conoscenza del luogo esatto in cui si trovava questo personaggio immaginifero, che era destinato a sorreggere la leggendaria alabarda di Buana per tutta la vita; scoprì il luogo esatto e vi condusse il fratellino.
Dopo una certa resistenza degli ospiti di casa Ramba, ovviamente abbastanza affascinati dallo spettacolo che gli si protraeva davanti, ed abbastanza demoralizzati confrontandolo con lo spettacolo che avrebbero potuto offrire loro, lasciarono aperto il varco per la cameretta dello sfortunato Ramba, che dall’emozione di Buana nel vederlo fu sommerso da un fiume di gioia, ricordando immagini sacre e millenarie dei migliori Bukkake.
E così finì la storia di Buana, arrivando ai nostri giorni, nei quali Ramba e Marika, la sorella di Buana, reggono le nostre sorti, i pilastri della conoscenza e della sapienza dell’umanità, prendendosi cura della leggendaria alabarda di Buana, lo stallone del Ghana.

07.08.05 Pronto, chi ascolta? di Michele Serra - L’espresso

Le intercettazioni sono una violazione della privacy. Ora i principali esponenti politici preferiscono rilasciare dichiarazioni ufficiali anche al telefono con i parenti
Le intercettazioni telefoniche sono spesso un grave arbitrio e una pesante violazione della vita privata: lo ha detto il garante della privacy in un’intercettazione telefonica pubblicata sui principali quotidiani nazionali. Il garante ha spiegato di avere riunciato da tempo alle conversazioni personali: sapendo di essere intercettato, preferisce rilasciare solo dichiarazioni ufficiali, molto calibrate, anche quando telefona ai parenti.
Uguale abitudine è ormai in vigore presso tutti i principali esponenti politici e istituzionali.

Fa testo questa intercettazione del governatore Fazio, ripresa nei giorni scorsi da tutti gli organi di stampa.

- Anto’? So’ Mariuccia. Embè?
- Auspico una migliore ripartizione tra rendita finanziaria e investimenti, nell’interesse del paese.
- Ma che stai a dì? So Mariuccia, tu’ cognata.
- Non desta preoccupazione, nonostante alcune interpretazioni tendenziose, il lieve aumento dei fenomeni inflattivi, ampiamente compensato dalla tenuta del potere d’acquisto.
- Vabbè. Ma te ‘o devo porta’, er vitel tonné, oppure no? Guarda che qui sta a fini’, dice er pizzicagnolo che si nun lo ordino subbito, se lo magnano tutto.
- Riuniremo presto le parti interessate. Buongiorno.

Nonostante la prudenza, si moltiplicano gli episodi inquietanti, aggravati dalla massiccia immissione sul mercato dei nuovi video-telefonini. Ormai i giornali pubblicano, accanto al testo integrale delle intercettazioni, anche i principali fotogrammi relativi alla conversazione, senza risparmiare al pubblico le immagini più crude: Romano Prodi mentre si veste da ciclista, Casini che si pettina, papa Ratzinger che fa gli addominali a Castelgandolfo.Ormai sotto controllo anche i citofoni, con gli archivisti della Digos che hanno ufficialmente fatto presente ai superiori l’impossibilità di catalogare decine di milioni di conversazioni pressoché identiche: ‘Sono io’ ‘Sali’, oppure ‘Chi è?’ ‘Io’, oppure ‘Che piano?’ ‘Terzo’.

Non è passata inosservata, però, una citofonata tra il governatore Fazio e un misterioso visitatore (identificato nell’autista di Stefano Ricucci, grazie a mezzi molto sofisticati, dagli esperti della scientifica):

‘Sono l’autista di Stefano Ricucci. Che piano?’
‘Dipende’.

Si studiano con interesse i cambiamenti di mentalità e costume indotti dal controllo ormai sistematico delle nostre parole e dei nostri movimenti. Numerosi, ad esempio, i casi di insospettabili clienti di banche e uffici postali che si presentano agli sportelli con la chitarra e cantano ‘Piccolo grande amore’ sperando di essere ripresi dalle telecamere e scritturati per uno show. Frequenti, anche, le uscite ai caselli autostradali delle più prestigiose località turistiche, per far credere a chi controlla i tabulati del Telepass di essere frequentatori abituali. In Costa Smeralda si segnalano parecchi casi di un fenomeno detto ‘arrembaggio virtuale’: alcuni dei miserabili idioti che stazionano per settimane nei porticcioli dei vip tentano di infilare il proprio cellulare nelle tasche di chi si imbarca, in modo che la traccia del segnale comprovi la loro presenza a bordo. Alessia Merz, ospite del lussuoso panfilo di Stefano Ricucci, una Jacuzzi lunga trentacinque metri, si è ritrovata con diciotto cellulari nello zaino, ma non avendo capito che non erano i suoi ha trascorso l’estate a rispondere ‘tvtb’ a migliaia di sms.

Tornando alle intercettazioni, sono ormai uno status-symbol: la gente si è resa conto che gli intercettati sono sempre persone potenti e famose, e si scatena l’emulazione. Sperando di finire sui giornali, cittadini qualunque trasformano banali chiacchierate in potenziali casi. Esemplare questa registrazione, effettuata pochi giorni fa ai Lidi Ferraresi.

- Gino? Ma vieni o non vieni?
- Un attimo. Non so se dare la scalata alla Bnl oppure fondare una cellula terroristica in sonno.
- Sei scemo? Sbrigati, e porta il materassino che la bambina se l’è dimenticato in macchina.
- Hai parlato con Bruxelles?
- Eh?
- Sono tutti contro di noi. Bisogna convincere i bresciani. Sono wahabita. Privatizzo la Rai. Ho ucciso diciassette prostitute. Mi candido per le primarie. Sposerò Valeria Marini.
- Gino? Stai bene?
- Gina, noi due non siamo nessuno. O ci diamo una mossa, o moriremo ignoti.
- D’accordo. Ma non dimenticare il materassino.

05.08.05 silenziose vacanze e pensieri vaganti

Oggi, è un mese esatto da quando ho iniziato le ferie, vacanze, o come vogliamo chiamarle, mettiamoci d’accordo.
Un mese esatto, abbastanza silenzioso direi, senza clamorose novità, sia in negativo che positivo. Si potrebbe dire piatto…

Amicizie ritrovate, che però sembrano durare non più di una settimana, a scadenza breve come il latte filtrato…
Altre amicizie, legate esclusivamente dal fatto di dire sempre e solo scemenze, e di lì in poi null’altro…
Altre ancora, in fasi di stand-by alterne, si caratterizzano da momenti sempre assieme seguiti da lunghi silenzi…
Altre ancora, dopo periodi idilliaci, fanno finta di non esistere più, annullandosi totalmente per il moroso di turno che passa il convento.

Non so come mai, boh, ma probabilmente tutto è frutto del mio comportamento: immancabilmente pigro e scostante.

Sono anche io che, svogliato da me stesso, non cerco (sbagliando) il contatto con gli altri, che invece mi fa molto piacere avere.

Pigro, scostante e contraddittorio.

Sembra quasi che preferisca starmene qua, tutto il giorno a girarmi i pollici per casa, tra tv, libri e costruzioni varie pro-natalizie, invece che andare in giro, incontrare persone, divertirmi assieme agli altri a forza di fare uscire dalla bocca stronzate di ogni tipo.
Fortunatamente almeno la mente continua a macinare pensieri e fissazioni; quando anche queste non daranno più segni di vita vorrà dire che proprio sarò arrivato alla frutta.

Ma mi domando, perchè devo sempre starmene qua a farmi problemi, e crearmene altri inesistenti? Perchè devo così complicarmi la vita?
Una persona mi ha detto una sera che sono “uterino”, nel senso di alti e bassi; è vero in fondo, passo da momenti di vera euforia a momenti di profonda depressione. Ora sto nel mezzo, senza sapere se la fase è calante o ascendente. Speriamo la seconda, perchè un momento di tristezza in estate non è che sia il massimo per la mia instabile stabilità mentale.
E’ un periodo che penso ad una persona che non vedo ne’ sento più da otto mesi e non capisco perchè visto che non dovrebbe mancarmi. Poi arrivano strani messaggini, che richiamano quella persona, senza però sapere chi è il mittente della posta. E l’altra sera mia cugina casualmente mi ha nominato quella persona. Coincidenze tutte allo stesso momento, non capisco come sia possibile. Tanto per arrivare a complicarmi ancora un pò la vita, e farmi pensare a cose delle quali non dovrei più farmi problemi.

Complicated.

Boh, so solo una cosa, che ora mi è certissima e chiara davanti agli occhi. So che mettendo bianco su nero in questo momento quello che penso potrei fare un danno, ma meglio la schietta sincerità, ovviamente un pò addolcita, che bieca ipocrisia.
Parlo della persona indicata nella quarta citazione delle amicizie, nella prima parte del mio discorso.
Oramai il suo quadro mi è chiaro: Persona alla quale non interessa definire un preciso stile di vita, ma che al contrario tende ad adattarlo alla persona che ha accanto, al fine di raggiungere lo scopo per ottenere una felicità coniugale. Detta così è brutale, sono in debito di una spiegazione.
Il passare da un ragazzo all’altro può essere sintomo di due necessità:
- ricerca di avventure, che provochino piacere
- ricerca della coppia, stile agenzia matrimoniale
Nel nostro caso siamo nella seconda categoria; solo che, l’ambizione di ottenere una coppia, si trasforma in autoannullamento personale. I gusti, hobby, piaceri personali si annullano per diventare quelli del proprio simil-ragazzo. Piace la musica che ascolta, l’abbigliamento, le compagnie, i comportamenti (anche se agli occhi di qualsiasi altro possono sembrare alquanto bizzarri), insomma va bene tutto. E si corre, corre, corre, perchè si vuole raggiungere lo scopo finale: la coppia. Desiderio sicuramente ottimo, invidiabile, ma non da rincorrere con qualsiasi mezzo, anche a costo di non rendersi conto delle persone che si hanno davanti. Oppure, non rendendosi conto che, per raggiungere i propri scopi, si rinuncia a tutte le altre persone che una volta si ritenevano amici. Lo saranno ancora? Boh, intanto io rincorro quell’obbiettivo (si può scrivere anche con due B, anche se michno dice il contrario; ma io mi domando, ma hai un nome straniero, come ti permetti a correggere me!?!?!?!).
E’ semplice delusione la mia, lo so, però ho avuto la dimostrazione che è quello che sta accandendo: le mille mail di una volta, per riempire un periodo di solitudine forse, sono scomparse. Cavolate varie volatilizzate. Boh, spero di sbagliarmi, ma sento di avere perso qualcosa, e che non è tutto come prima, sicuramente non è tutto come prima.

Dopo il paragrafo di semi-tristezza-reale, posso anche chiudere il mio intervento, aspettando il ritorno della famiglia più complicata di Los Angeles, che a qualcuno residente per tempo indefinito al mare manca come l’aria.

Ed ora, silenzi, silenzi, silenzi….