Oggi, è un mese esatto da quando ho iniziato le ferie, vacanze, o come vogliamo chiamarle, mettiamoci d’accordo.
Un mese esatto, abbastanza silenzioso direi, senza clamorose novità, sia in negativo che positivo. Si potrebbe dire piatto…
Amicizie ritrovate, che però sembrano durare non più di una settimana, a scadenza breve come il latte filtrato…
Altre amicizie, legate esclusivamente dal fatto di dire sempre e solo scemenze, e di lì in poi null’altro…
Altre ancora, in fasi di stand-by alterne, si caratterizzano da momenti sempre assieme seguiti da lunghi silenzi…
Altre ancora, dopo periodi idilliaci, fanno finta di non esistere più, annullandosi totalmente per il moroso di turno che passa il convento.
Non so come mai, boh, ma probabilmente tutto è frutto del mio comportamento: immancabilmente pigro e scostante.
Sono anche io che, svogliato da me stesso, non cerco (sbagliando) il contatto con gli altri, che invece mi fa molto piacere avere.
Pigro, scostante e contraddittorio.
Sembra quasi che preferisca starmene qua, tutto il giorno a girarmi i pollici per casa, tra tv, libri e costruzioni varie pro-natalizie, invece che andare in giro, incontrare persone, divertirmi assieme agli altri a forza di fare uscire dalla bocca stronzate di ogni tipo.
Fortunatamente almeno la mente continua a macinare pensieri e fissazioni; quando anche queste non daranno più segni di vita vorrà dire che proprio sarò arrivato alla frutta.
Ma mi domando, perchè devo sempre starmene qua a farmi problemi, e crearmene altri inesistenti? Perchè devo così complicarmi la vita?
Una persona mi ha detto una sera che sono “uterino”, nel senso di alti e bassi; è vero in fondo, passo da momenti di vera euforia a momenti di profonda depressione. Ora sto nel mezzo, senza sapere se la fase è calante o ascendente. Speriamo la seconda, perchè un momento di tristezza in estate non è che sia il massimo per la mia instabile stabilità mentale.
E’ un periodo che penso ad una persona che non vedo ne’ sento più da otto mesi e non capisco perchè visto che non dovrebbe mancarmi. Poi arrivano strani messaggini, che richiamano quella persona, senza però sapere chi è il mittente della posta. E l’altra sera mia cugina casualmente mi ha nominato quella persona. Coincidenze tutte allo stesso momento, non capisco come sia possibile. Tanto per arrivare a complicarmi ancora un pò la vita, e farmi pensare a cose delle quali non dovrei più farmi problemi.
Complicated.
Boh, so solo una cosa, che ora mi è certissima e chiara davanti agli occhi. So che mettendo bianco su nero in questo momento quello che penso potrei fare un danno, ma meglio la schietta sincerità, ovviamente un pò addolcita, che bieca ipocrisia.
Parlo della persona indicata nella quarta citazione delle amicizie, nella prima parte del mio discorso.
Oramai il suo quadro mi è chiaro: Persona alla quale non interessa definire un preciso stile di vita, ma che al contrario tende ad adattarlo alla persona che ha accanto, al fine di raggiungere lo scopo per ottenere una felicità coniugale. Detta così è brutale, sono in debito di una spiegazione.
Il passare da un ragazzo all’altro può essere sintomo di due necessità:
- ricerca di avventure, che provochino piacere
- ricerca della coppia, stile agenzia matrimoniale
Nel nostro caso siamo nella seconda categoria; solo che, l’ambizione di ottenere una coppia, si trasforma in autoannullamento personale. I gusti, hobby, piaceri personali si annullano per diventare quelli del proprio simil-ragazzo. Piace la musica che ascolta, l’abbigliamento, le compagnie, i comportamenti (anche se agli occhi di qualsiasi altro possono sembrare alquanto bizzarri), insomma va bene tutto. E si corre, corre, corre, perchè si vuole raggiungere lo scopo finale: la coppia. Desiderio sicuramente ottimo, invidiabile, ma non da rincorrere con qualsiasi mezzo, anche a costo di non rendersi conto delle persone che si hanno davanti. Oppure, non rendendosi conto che, per raggiungere i propri scopi, si rinuncia a tutte le altre persone che una volta si ritenevano amici. Lo saranno ancora? Boh, intanto io rincorro quell’obbiettivo (si può scrivere anche con due B, anche se michno dice il contrario; ma io mi domando, ma hai un nome straniero, come ti permetti a correggere me!?!?!?!).
E’ semplice delusione la mia, lo so, però ho avuto la dimostrazione che è quello che sta accandendo: le mille mail di una volta, per riempire un periodo di solitudine forse, sono scomparse. Cavolate varie volatilizzate. Boh, spero di sbagliarmi, ma sento di avere perso qualcosa, e che non è tutto come prima, sicuramente non è tutto come prima.
Dopo il paragrafo di semi-tristezza-reale, posso anche chiudere il mio intervento, aspettando il ritorno della famiglia più complicata di Los Angeles, che a qualcuno residente per tempo indefinito al mare manca come l’aria.
Ed ora, silenzi, silenzi, silenzi….