Finisce un altro anno, ne arriva uno nuovo. Ed è tradizione fare i bilanci e le promesse per il prossimo anno.
Noioso? Forse, però è inevitabile farlo. Chi non pensa però se quello che ha fatto era quello che si sarebbe promesso di fare, oppure meno, oppure più… Insomma, penso sia normale.
Ed anche io, come lo scorso anno, provo a fare un breve bilancio dell’anno passato, esprimendo alcuni desideri per quello che verrà.
Un anno fa ero pieno d’entusiasmo sia per i miei “successi” universitari, che per quelli che credevo successi in campo affettivo. L’entusiasmo per i primi era in fondo giustificato, e continua anche ora, mentre il secondo era totalmente infondato. Basta andare a leggere dopo il primo gennaio se in questo spazio è presente qualche pensiero per quella persona… penso proprio sia difficile trovarlo.
Ora, nello stesso periodo rispetto all’anno scorso, le cose un po’ sono cambiate; ho trovato nuove persone interessanti sul mio cammino che ero pessimista di trovare all’inizio della mia avventura da “economista”, mentre si sono inevitabilmente indeboliti i rapporti con altre.
Tutta la mia avventura da “economista” si è rivelata insperabilmente molto positiva, visto che mi sono adattato presto alla vera vita da universitario, e i risultati si sono visti … sedici esami in un anno solare non mi sarei mai sognato di darli mai nella mia vita.
Chi ha seguito un po’, anche distrattamente, questo mio spazio di riflessioni sa che non ci sono state novità, anzi molte disdette e considerazioni pessimistiche, per quanto riguarda la mia vita affettiva… un po’ una costante.
Ecco, una cosa che dovrei dire a proposito del mio nuovo spazio, che è cresciuto molto in questo anno con alcuni fans lettori; questo è uno spazio dove faccio riflessioni a voce alta che riguardano quasi sempre me. È uno spazio che io considero interessante per autoanalizzarmi, cercando di capire i miei comportamenti, i miei pensieri, e i miei difetti (vedi la grande saga in corso di difettopoli). Lo scopo di questo spazio quindi è un’analisi dei miei problemi, magari con l’aiuto dei commenti (novità) di chi viene e legge le stronzate che scrivo. Ma soprattutto è un aiuto per me, per capirmi meglio e cercare di rafforzare o distruggere le mie certezze.
Devo anche specificare, e c’è un post volto proprio a quello, che c’è stato un periodo in cui sputavo sentenze verso un po’ tutti, e quelle sentenze erano molto dirette. Quindi i destinatari di certi miei giudizi erano molto espliciti, anche se certe volte nascosti tra le righe per non fare riferimenti troppo azzardati.
Dopo quest’estate però, vedi post appunto dedicato, la direzione di questo spazio è notevolmente cambiata, senza avere allusioni a persone ma esclusivamente a me, oppure ad argomenti in generale. Ho compreso però che alcuni in certe parole capiscono quello che non devono capire, non faccio prediche da decifrare (questa è una frase diretta a tutti quelli che capiscono “bisi per fave”), beh tutti dico tutti devono capire che non mando frecciate gratuite a nessuno, se ho qualcosa da dire la dico apertamente e che si capisca.
Quindi discorsi contro il cattolicesimo non debbono essere intesi come discorsi contro i praticanti cattolici, o ancora meglio contro alcuni praticanti cattolici. Discorsi su feste non devono essere intesi come chi partecipa a quelle feste. La mia difettopoli deve essere intesa solo ed esclusivamente come autoanalisi di me stesso per capire, comprendermi e tentare di correggermi. Questo non è uno spazio di puro odio.
Ecco cosa vorrei che nel prossimo anno scomparisse; rancori nascosti e reconditi che tutti sembriamo coltivare. Farsi male l’uno con l’altro. Lo sparlare dietro le spalle. I sospetti. Tutte leggerezze (e per la seconda volta per chi non l’avesse capito ripeto che mi inserisco anche io in questa descrizione perché sto parlando in generale).
Vorrei eliminare l’ipocrisia, essere sinceri in fondo non è così male. Prendersi la responsabilità delle proprie azioni alla fine non è altro che vivere.
La vita in fondo è una sola, una ripeto, e quindi perché coltivare continuamente odio, rancore… Attriti inesistenti che però devono in un modo o nell’altro esserci. Prepotenze a cui assistiamo tutti i giorni, e che dobbiamo subire in continuazione. Perché non essere veramente “fratelli”, cristianamente come qualcuno direbbe, io invece lo intendo nel senso di compagni di vita; siamo al mondo, tutti insieme, perché non renderci reciprocamente più facili le cose?
Mi piacerebbe molto che scomparissero le incomprensioni, le mancanze di rispetto, le supposizioni, le frasi non dette, i sussurri alle orecchie (a meno che non siano dolci parole).
Ecco l’impegno per l’anno prossimo: non fomentare tutto questo con il mio comportamento. E se lo scrivo nero su bianco vuole dire che è un impegno vero, non di facciata. Sempre tornando al mio post estivo di riflessione sulla possibile chiusura di questo blog, avevo scritto di non sputare più sentenze e mi pare di avere agito proprio così per questi ultimi mesi.
Un ragionamento utopico, forse, però sincero. E per l’ennesima volta, anche se l’ho premesso più volte, sto parlando in generale.
Io, veramente, non ho nessun rancore verso nessuno. Veramente. E ne sono molto felice, a parte arrabbiature passeggere che ovviamente tutti hanno…
Ecco quindi io mio primo auspicio per l’anno che verrà: pace e serenità. Sembra una scemenza, retorica. Io lo intendo sia globalmente ma questo forse è troppo, ma soprattutto tra di noi, tra tutti. Noi appunto dovremmo dare il buon esempio, essere in pace con noi stessi e con gli altri. O almeno tentare.
Il mio obbiettivo è tentare ad esserlo… in questo modo spero, e mi pare che sono sulla buona strada, di essere in pace anche con gli altri. Perché altrimenti rovinarsi l’esistenza?
Auguri a tutti!
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