30.01.06 La danza anti-infelicità

Pensavo che si potrebbe aggiungere un nuovo rito, oltre a danze della pioggia o altre cagate varie… un bel rituale anti-infelicità. Sarà anch’esso una stronzata, ma aggiunta alle altre magari ha una valenza un po’ più sincera.
Un qualcosa per scacciare via tutte le delusioni, le cattiverie, le incomprensioni, le iatture. Tutte le mancanze di rispetto, le maldicenze, i sotterfugi. Tutti i dolori, le solitudini, gli sconforti.
Magari mettersi a pensare, tutti assieme ogni tanto per la giornata, fortemente (ma molto fortemente) che alla fine non vale la pena mancare di rispetto gli altri, deridere irragionevolmente, complottare, criticare o addirittura odiare. Non vale la pena rodersi il fegato con inutili pensieri. E soprattutto pensare fortemente a quanto poco valgano quelli che ci mandano contro tutte queste cose.
Pensare fortemente ad un po’ di pace e serenità, in questo mondo di merda, magari iniziando da noi stessi e da come ci comportiamo con gli altri. A smettere magari di fare scherzetti, parlare dietro le spalle, tramare nell’ombra. Perché in fondo se si fanno queste cose è perché non ci si sente molto in pace con sé stessi.

Un modo per stare un po’ bene con sé stessi, volersi un poco bene (vale ovviamente anche per me, almeno se mi voglio bene un po’ sono sicuro di essere voluto bene da qualcuno, contorto no?). Magari vivere un po’ in pace con gli altri non sarebbe una cattiva cosa. Prendere dalla vita (che ricordo sempre, a meno di clamorose e sperate smentite, è una sola) il meglio di noi stessi e degli altri.

Alla fine di questo post, che state leggendo, provate trenta secondi a fare un bel pensiero, intenso, pieno di serenità verso di voi e verso gli altri. Provate, probabilmente per quei trenta secondi questo mondo poi non sembrerà nemmeno così male.

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29.01.06 Su tutti gli schermi il corpo del re (editoriale di EUGENIO SCALFARI)

Vi propongo ancora una volta l’editoriale di oggi pubblicato su Repubblica di Eugenio Scalfari, che riassume anche quello che ho detto io nei miei ultimi due interventi politici.

Il fatto più rilevante della giornata di ieri è stato la lettera che il presidente Ciampi ha inviato al presidente della Commissione di vigilanza della Rai con la richiesta che la “par condicio” entri in vigore da subito in tutte le trasmissioni della televisione pubblica, garantendo il pluralismo e la parità delle parti politiche e impedendo che i teleschermi e le radio siano monopolizzate da un solo partito o addirittura da un solo personaggio.
L’iniziativa di Ciampi è stata approvata da tutti, con la sola differenza che il centrodestra ha escluso di esserne il destinatario e soprattutto che l’indiziato principale di quel messaggio fosse Silvio Berlusconi. Ormai è una tecnica collaudata da tempo: Ciampi parla, il Polo continua come se le parole del Presidente non lo riguardassero.
Quanto a Berlusconi, il suo lapidario commento è stato: “La par condicio è una legge iniqua e illiberale”.
Così lo scontro istituzionale appena sopito sulla data di scioglimento delle Camere torna più che mai a riproporsi tra Ciampi custode delle regole democratiche e il picconatore che vuole distruggerle ed è già abbastanza avanti in questo perverso disegno.
La situazione deve infatti essere arrivata ad un livello di gravità molto preoccupante se il Capo dello Stato ha deciso di intervenire rivolgendosi ad uno specifico organo di vigilanza parlamentare. Si è trattato di un messaggio vero e proprio che il Quirinale ha facoltà di inviare in qualunque momento e su qualsiasi argomento al potere legislativo; dal punto di vista costituzionale la lettera di Ciampi è dunque assolutamente corretta. Ciò non toglie che si tratti d’uno strumento straordinario, proporzionato alla eccezionalità creata da un presidente del Consiglio che ormai da venti giorni occupa gli spazi radiofonici e televisivi come mai era accaduto non solo in Italia ma in nessun’altra parte del mondo.
Temo purtroppo che anche questo estremo appello cadrà nel vuoto. La maggioranza parlamentare, ovviamente presente in forze sia nella Commissione di vigilanza sia nel Consiglio d’amministrazione della Rai, tirerà per le lunghe con tutti i pretesti possibili.
Quanto ai singoli conduttori delle varie trasmissioni, continueranno a subire o addirittura a incoraggiare la presenza di Berlusconi nelle trasmissioni di loro pertinenza, contrapponendogli interlocutori attentamente selezionati, giornalisti intimiditi o se stessi in veste di unico contrappeso. Fino a quando la legge entrerà finalmente in vigore dopo altri quindici giorni da oggi di manipolazione massiccia del corpo elettorale.
* * *
In che cosa consiste l’invasione della radio e delle televisioni da parte di Berlusconi? C’è un contenuto, un programma, un’affermazione di valori, un’indicazione di strumenti per realizzare concreti obiettivi? O almeno la dimostrazione che buona parte degli impegni assunti con tanta enfasi cinque anni fa è stata adempiuta? Alcuni brandelli di queste cose spuntano di tanto in tanto come discontinui sprazzi dietro una spessa cortina, ma il vero e sostanziale contenuto di quella presenza è l’esibizione del corpo del Re. Quel corpo trasuda energia, ottimismo, capacità taumaturgiche, muscolatura mentale, umori, buona fortuna, sicurezza. E anche odio per il nemico e sopportazione paziente degli alleati, disprezzo per le regole, noncuranza per le opinioni altrui. Logorrea. Luoghi comuni. Barzellette grevi. Sessuologia da taverna. Megalomania.
E due messaggi martellati senza risparmio: il pericolo del comunismo incombente, l’immoralità della sinistra.
Questo è il messaggio che il corpo del Re comunica dai televisori da lui saldamente occupati. Un messaggio, come ha scritto Gad Lerner in un articolo dell’altro ieri, pre-politico, anzi antipolitico. Non lo ha confermato lui stesso nel profluvio di parole con le quali sommerge ogni giorno ed ogni sera i malcapitati ascoltatori? “Io odio la politica e odio la televisione. Ma sono costretto a far politica e ad apparire in televisione perché debbo salvarvi dal comunismo”. Gliel’ha detto la mamma che già dieci anni fa sognò il drago che minacciava di distruggere e ingoiare la Penisola e che solo un San Giorgio con la spada lucente avrebbe potuto sconfiggere. Quel San Giorgio era lui e non poteva essere altri che lui.
Così, recalcitrante, scese (scese) in politica. Trasse dal nulla un partito, sconfisse l’avversario. Ma l’avversario, come Satana, è risorto dalla polvere, è più potente che mai, controlla la magistratura, l’università, la scuola, le banche, le imprese, i sindacati, la burocrazia, le case editrici, i giornali e perfino la televisione. Più lo sconfiggi e più si ripresenta potente e minaccioso; perciò la sua fatica deve ogni volta ripetersi. Ma lui c’è. Lui non diserta. Lui vincerà ancora con a fianco la mamma, i figli di primo letto, i figli del secondo. La sposa nello sfondo, forse appena un po’ perplessa ma (per sua fortuna) silente.
Questo comunica il corpo del Re. Sembra una favola, di quelle che si ascoltano a bocca aperta come tutto ciò che sconfina dal reale nel fantastico.
Per alcuni è una favola bella a lieto fine. Per altri un inganno che può far perdurare il disastro che abbiamo ogni giorno dinanzi agli occhi. La conclusione è che si finisce col parlare soltanto di lui. Per inneggiarlo o vilipenderlo, non importa. Lui questo vuole: che il suo corpo sia al centro del dibattito e al massimo della visibilità.
Siamo ai confini della nevrosi. Prodi ha detto: tra poco venderà perfino i tappeti in televisione. Vedremo sicuramente anche questo, anzi l’abbiamo già visto: sono cinque anni che rifila agli italiani falsi tappeti persiani come fossero veri. Molti ci sono cascati e molti ci cascheranno ancora perché non sempre l’esperienza insegna e non sempre la memoria soccorre. Il potere poi, chi ce l’ha sa come farlo fruttare a proprio vantaggio. Lui e i suoi lo sanno.
Lo sapevano anche prima. Per questa ragione non era vero ciò che a un tempo la bella Iva Zanicchi consigliava dalle televisioni del “boss”: “Proviamolo, facciamolo governare e poi, se non funziona, lo rimanderemo a casa”.
Non era vero nemmeno quello che diceva Montanelli: “Il solo vaccino contro la malattia berlusconiana è di iniettarsela. Poi saremo tutti definitivamente vaccinati”. Non è così.
Quando te la sei iniettata rischi di renderla cronica quella malattia anziché vaccinarti contro di essa.
Non andrà così, ma potrebbe anche accadere.
***
Sempre ieri - altra notizia non da poco - l’anno giudiziario è stato aperto nei distretti di tutte le Corti d’appello italiane e il giudizio dei presidenti e dei procuratori generali è stato unanime: la giustizia non funziona come dovrebbe nel nostro Paese. È terribilmente lenta, i processi civili e penali si accumulano, i reati impuniti aumentano, la sicurezza pubblica non è affatto migliorata. Il governo, anziché tentare di migliorarla, ne ha scompaginato l’ordinamento con una raffica di leggi improvvisate, talvolta contraddittorie, spesso tendenti soltanto a sottrarre alla giurisdizione il corpo del Re.
Questo trattamento sussultorio, per di più affidato alle mani d’un ministro arrogante quanto incapace, ha ridotto la magistratura italiana allo stremo, lasciando i cittadini privi del più importante tra i servizi che lo Stato dovrebbe organizzare a loro vantaggio.
Se il corpo del Re rappresenta lo Stato, per quanto riguarda la giustizia esso è già imputridito da tempo. Non ci fosse un mucchio di altre ragioni, questa basta e avanza per rimuoverlo.

27.01.06 Politicando

Mi accorgo che questo spazio, anche se probabilmente ostico, antipatico o di un argomento mal sopportato viene, in un modo o nell’altro, preso in considerazione e almeno mangiucchiato.. me ne compiaccio, anche se confido che con il passare del tempo (e soprattutto con l’avvicinarsi della data fatidica) l’interesse cresca.

Un’altra settimana di invasione mediatica di Mr. Bellachioma (prendo questo bel termine dall’amico Travaglio) che ha imperversato su tutte le reti a tutte le ore anche in questo ultimo periodo. La data di scioglimento delle camere è stata posticipata di due settimane, tenendo ben ferma quella delle elezioni al 9 aprile. La cosa non sarebbe poi così grave visto che nulla cambierebbe per il normale svolgimento della vita politica, ma le osservazioni da fare su questo ultimo dibattito sono essenzialmente tre.
Per prima cosa non serviva a nulla posticipare la data di scioglimento delle camere seguendo il ragionamento di chi voleva questa proroga. Il motivo era fondamentalmente che in queste due settimane si potevano approvare leggi che giacciono ferme in parlamento, importanti per gli italiani (come ad esempio la Pecorella, sull’inappellabilità nei processi nei confronti dell’imputato assolto in primo grado, legge rifiutata e rimessa alle camere da parte del presidente della Repubblica); il problema è che lo scioglimento delle camere non sta a significare che tutti i parlamentari se ne vanno a casa e non fanno più nulla ma, al contrario, il parlamento lavora ancora e può approvare le leggi ferme da tempo.
Secondo, con il posticipo dello scioglimento delle camere (che ricordo era stato fissato dallo stesso Bellachioma nel 29 gennaio) non si applicherà la par condicio fino all’11 febbraio, data appunto fissata per lo scioglimento, a tutto vantaggio dello stesso nanoinvidiosoetrapiantato, che potrà imperversare bellamente in tutte le tv e radio italiane.
Terzo punto: in questo modo, con la scusa dello spostamento della data non si è parlato altro che di aria fritta, tralasciando tutti i problemi del paese, quello che è accaduto in questi cinque anni agli italiani, ai veri problemi. Nascondendo le insufficienze del governo e del suo operato. Una bella maschera, magari di cerone.

Nessuno che parli ad esempio di libertà d’informazione, delle epurazioni che sono accadute nella televisione pubblica, di alcuni aspetti che la maggior parte delle persone non conosce. Ad esempio pochi sanno che in questo campo, oltre ovviamente ad editti epuratori dalla Bulgaria (ma non solo), ci sono delle azioni totalmente contro le leggi, tra l’altro approvate proprio dal governo in carica e da questa maggioranza. Ne ricordo due.
Ad esempio, la legge Gasparri (che dovrebbe riordinare il sistema dell’informazione) sancisce che i consiglieri della Rai non devono essere “collocabili” in uno schieramento politico, al di sopra delle parti e di grande fama ed esperienza nel campo dell’informazione. La legge, tradotta, dice proprio così. Beh, sapete bene che i nove consiglieri sono tutti politici vero? Non politici per essere riconducibili ad un area politica, ma proprio quasi tutti politici, parlamentari! Il presidente è dei DS, come un altro consigliere, uno di Forza Italia e via dicendo… altri sono ex direttori di giornali di partito, addirittura il direttore generale ha avuto ruoli politici per FI. Ma ovviamente nella Rai più lottizzata della storia i consiglieri-politici non sono riconducibili a partiti… quindi le nomine sono state fatte contro la legge!
Un’altra questione, ad esempio, potrebbe essere quella del TG4. si dirà, si è fazioso ma anche il tg3 lo è, anche Santoro lo era (infatti è stata approvata una bella legge contro-personam che prevede che non possa apparire in video nei prossimi mesi). Il problema sta che la blanda legge del conflitto d’interessi, approvata da questa maggioranza, sancisce che non può andare in onda un telegiornale che sia dichiaratamente dalla parte di chi sta nel conflitto d’interessi, quindi in questo caso di Bellachioma. E proprio lui l’altro giorno, mi pare da Bonolis, ha detto che il tg4 è proprio di parte, lo ha ammesso personalmente. Quindi il tg4 va abusivamente in onda, contro la legge. Ma Santoro non può tornare in video perché quando faceva le sue trasmissioni ha avuto due sentenze dell’authority per le comunicazioni… anche fede le aveva avute, identicamente, infatti non lo si vede più in tv…………

E questo dovrebbe essere uno stato di diritto, uno stato dove vige la libertà tanto sbandierata addirittura nel nome di quello schieramento… Solo che la maggioranza degli italiani si è assuefatta a questa tiritera, anche aiutata da 5 reti che dicono le stesse cose, come una bella camomilla condita dai reality show o dai programmi della De Filippi. Tanto è quello che gli italiani vogliono… Stranamente poi però, quando vanno in onda un Fazio (ah, viva Fazio, non Antonio però) o un Floris (anche se fondamentalmente con dei difetti, con le domandine furbette per la maggioranza e blande per l’opposizione, perché in fondo anche lui è un bel furbettone protetto però visto che è l’unico contro) gli ascolti crescono, a significato che poi gli spettatori non vogliono vedere solo cazzate. 5 milioni di persone, alle otto e mezza su rai3 alla domenica sera per Fazio sono tantissime.

Ah, vi do un aggiornamento anche sui sondaggi per le prossime elezioni, visto che nessuno ne parla, o meglio solo Bellachioma spara i suoi che verranno fatti probabilmente dal suo giardiniere di fiducia. Tutti i sondaggi pubblicati in questa settimana danno l’Unione tra il 51-52.5% e la Casa delle (semi)libertà tra 45-47%, in recupero rispetto a un mese fa, ma in calo rispetto alla scorsa settimana. Non cascate nella trappola del trapiantato, vi prego!!!

24.01.06 Il vostro Tedoforo

Oggi è stata una giornata memorabile.
Ieri, a mezzogiorno circa, mi squilla il telefono di casa con un prefisso 011… boh penso, e rispondo. Era il comitato della fiaccola olimpica che mi comunicava la mia selezione per portare la torcia oggi, a Tione di Trento.

Evvai!

E quindi stamattina ho percorso quattrocento metri con la mia fiaccola, una grande emozione e straordinaria gioia. Tutto agghindato da tedoforo, con tutina guanti e berretto. Ero il secondo della mattinata, il primo ovviamente aveva una gran folla, ma anche io ho avuto un pubblico di signore sulla strada che mi salutavano.
Ripeto, una grande emozione, un’enorme sorpresa.
Un evento che mi rimarrà sempre nel cuore, nella memoria. Un’occasione che chissà se mai più potrò ripetere, e che non mi sarei mai lasciato sfuggire… mi spiace solo per Nebbia, che sperava tanto di essere chiamato.

Sarà oramai un business, può darsi, ma nel nostro tempo cosa non lo è?

20.01.06 Una questione di “visioni”

È iniziato il nuovo trimestre accademico, accompagnato dalla bella sorpresa di avere solo due giorni di lezione alla settimana. È allo stesso tempo un fatto sia positivo che negativo; si, è bello posso rilassarmi, ma non devo rilassarmi troppo!
Infatti mi sto abituando a prendermi molto ma molto con calma tutte le cose, e a cazzeggiare anche troppo per la giornata. Col fatto poi che le lezioni sono il martedì ed il mercoledì ho 5 giorni continuati di pacchia. Devo mettere la testa a posto, ed ricominciare a combinare qualcosa di buono e fruttuoso, come ad esempio cercarmi un docente per la tesi.

A parte questo, ieri ho incontrato due volte in una giornata la mia dimenticata (poi alla fine dei conti non così tanto) visione… e mi sono accorto poi che ancora mi fa quell’effetto che mi ha sempre fatto.
È una questione di visioni, in tutti i sensi, anche lasciando questo banale argomento di sogni irrealizzabili (compreso quello di trovare qualcuna che sia una visione vera e tangibile, e che magari mi si filasse, invece che mi si filino solo non visioni!); c’è chi pensa che sia meglio andare in tv tutti i giorni a tutte le ore, chi critica, chi pontifica, chi autocritica, chi dice ti amo dopo cinque giorni, chi non l’ha mai detto e chi non se l’è mai sentito dire.
Insomma, visioni alterne, opposte, inconciliabili, in accordo, vicine, o magari identiche ma truccate…

Consiglio musicale della settimana: Kaiser Chiefs - Modern Way

18.01.06 Politicando

Vista la piega che stanno prendendo molti miei interventi ho deciso di aprire una nuova rubrica, che era già anni fa una delle sezioni originali del mio sito.
Politicando vuole essere uno spazio dove potere esprimere le mie idee politiche, le mie considerazioni, le mie critiche più disparate a destra e a manca. Ve l’avevo appunto promesso nel mio intervento d’inizio anno che ci sarebbero state delle novità, e alcune iniziano piano piano ad emergere.
Questo è un anno fondamentale, l’anno delle elezioni politiche, l’anno in cui si decideranno le sorti del nostro paese per i prossimi cinque o più anni. E l’importanza della scelta che gli italiani faranno è molto evidente dal comportamento che stanno assumendo i politici in questo periodo, soprattutto un politico in particolare.
Mi sento quindi particolarmente coinvolto nel dibattito, e sento il bisogno particolare di dire il più possibile la mia su quanto sta accadendo, come ho già fatto, e quello che accadrà. Cercherò di proporre, seguendo la mia solita traccia confusionata e stralunata, non solo le mie idee ma anche quelle degli altri, pubblicando articoli di importanti giornalisti italiani (ne è un esempio l’interessante editoriale di Scalfari di domenica scorsa).
L’obbiettivo non è quello di convincere, o modificare le idee di chi mi leggerà, ma al contrario di cercare di discutere su fatti che alla fine ci riguardano tutti, e perché no di contribuire a formare un’idea politica, qualunque essa sia. Perché poi, non è mica detto che leggendomi qualcuno si conformi alle mie idee, magari al contrario chi non aveva nessun interesse alla politica adotterà una posizione totalmente opposta alla mia! Potrebbe essere interessante.

In questi ultimi giorni, come ho già detto, stiamo assistendo al bombardamento mediatico del nostro presidente del consiglio, che sta partecipando a qualunque spazio riesca ad intercettare. Ieri sera non ha perso un attimo nel telefonare in diretta a Ballarò, stamattina è intervenuto in diretta ad Uno mattina ed a Isoradio (chissà, magari voleva informare sul traffico intorno ad Arcore?). Venerdì prossimo parteciperà a Matrix da Mentana, mentre è probabile che martedì sia in studio a Ballarò. Tutto questo per dire che la bulimia televisiva del Silvio sta imperversando in ogni canale televisivo, e tutti noi siamo costretti (o almeno chi segue un po’ di politica) a vedere un uomo, in crisi, che pontifica i suoi ragionamenti dappertutto.
Ieri sera ad esempio non ci ha pensato due volte a chiamare in diretta Floris su RaiTre, per difendere la sua onorabilità, cioè difendere la sua deposizione volontaria ai magistrati di Roma in seguito alle dichiarazioni sui rapporti tra i DS e le Generali (ed Unipol). E si è saputo che la dichiarazione non conteneva altro che gossip su incontri tra uomini politici di centrosinistra e importanti finanzieri o imprenditori (in particolare il presidente delle Generali); fatto sta che tutti, dico tutti, i maggiori leader politici, lui in primis, hanno incontrato il presidente delle Generali in pranzi, quindi non c’è niente da nascondere, come infatti non ha nascosto nessuno. Ma il nostro premier ieri sera ha svelato il vero motivo per cui si è recato dai magistrati: per difendere la sua onorabilità, il suo nome, e per togliersi un sassolino dalla scarpa. Per farsi un regalo, visto che normalmente è chiamato dai magistrati per difendersi da svariate accuse, mentre stavolta andava per sparlare (si perché pure lui ha detto che non ha accusato penalmente nessuno) dei suoi avversari politici. Ma una domanda intelligente Floris l’ha fatta al berlusca: “Lei ha mai incontrato a cena Rupert Mardoch?”. E lì si è vista la collera del silvio, quando preso in castagna. È importante quella domanda, perché silvio, quale presidente del consiglio e proprietario di Mediaset, ha incontrato a cena Rupert Mardoch, proprietario di Sky, nel momento in cui le commissioni parlamentari discutevano sulle nuove leggi riguardanti l’assegnazione dei diritti televisivi del calcio. Stranamente Mediaset ha acquistato i diritti della Juve (e tra poco anche quelli di Milan ed Inter) ad un prezzo enorme, e sta contrattando la cessione di quelli satellitari a Sky. Ed ancora più stranamente in commissione parlamentare il decreto legge (che praticamente decideva che i diritti non più potevano essere acquistati da Mediaset o altri in quel modo, ma dopo una contrattazione collettiva con tutti i club e la federcalcio, quindi avrebbe bloccato gli affari miliardari con Milan, Juve ed Inter) non è passato per il solo voto contrario di Forza Italia, mentre tutti, dico tutti, gli altri partiti hanno votato a favore… Strano ma vero a volte.

Stiamo assistendo ad un attacco a viso aperto, di un presidente armato fino ai denti per non discutere del bene del nostro paese, di quello che (non) ha fatto in cinque anni, delle colpe che ha sia personalmente che in quanto capo della propria maggioranza, delle leggi ad hoc fatte per difendere sé stesso e i suoi cari. Quello che si configura è un attacco per zittire tutti questi argomenti, e distruggere politicamente l’avversario con supposizioni, dicerie e complotti, che distolgono l’attenzione dai veri problemi, il tutto condito da un potere mediatico (e non solo, visto che è anche il proprietario) di occupazione dell’informazione mai visto, almeno in una democrazia.

15.01.06 Lo show del cavaliere è diventato un boomerang (editoriale di EUGENIO SCALFARI)

Vi propongo l’editoriale molto interessante di domenica scorsa a cura di Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica che in questi giorni compie 30 anni, che riassume un po’ alcuni argomenti che ho trattato in altri miei post.

Giornali a lui vicini come “Libero” e “Il Foglio” hanno appioppato due nomignoli appropriati alla sua deposizione di “persona informata dei fatti”: “Detective Silvio” e “Ispettore Roc”. Il “Corriere della Sera” di ieri ha richiamato l’ombra del Sifar e dei suoi illegali fascicoli di spionaggio. Ma la più pertinente delle definizioni (chiedendone scusa all’autore) mi sembra piuttosto “Dagospia”, un sito Internet specializzato in gossip.
Il nostro “Dagospia” si è recato l’altro ieri pomeriggio in Procura accompagnato dall’avvocato Ghedini che aveva organizzato l’incontro con il Procuratore capo e con i due sostituti incaricati dell’inchiesta Unipol e per venticinque minuti li ha intrattenuti sui gossip dei quali era stato informato da un tunisino suo socio in affari: chi dei dirigenti diessini ha cenato con il presidente delle Generali e qual è stato il contenuto di quell’incontro.
Forse anche il menù della cena e i vini serviti a tavola.
Reati? Certo che no, ha detto Berlusconi ai suoi amici di Forza Italia ed ha ripetuto nell’ennesima trasmissione televisiva cui ha partecipato subito dopo (da Anna La Rosa).
Ieri pomeriggio ha ripetuto il concetto in una conferenza stampa appositamente convocata. Risulta evidente che il nostro Dagospia sente incombere il reato di calunnia e mette le mani avanti. Ma sente anche montare intorno a sé il disagio dei suoi alleati e la disapprovazione generale dell’opinione pubblica, non soltanto di quella di centrosinistra.
Un passo falso di estrema gravità, improvvidamente preparato dal suo avvocato di fiducia che in fatto di relazioni esterne non dev’essere proprio una cima. La deposizione di Berlusconi ha avuto come effetto l’uscita di scena del caso Unipol, sostituito dal caso d’un presidente del Consiglio che, in piena campagna elettorale, consegna ai magistrati inquirenti un dossier di gossip politici compilato da un suo socio in affari, con il chiaro intento di attivare un ventilatore giudiziario per meglio schizzare fango sui suoi avversari, ma si accorge nel bel mezzo di questa fraudolenta operazione che il ventilatore funziona controvento rigettando il fango (o peggio) su di lui.
Qui nasce una questione della massima serietà, sollevata ieri nell’editoriale di Ezio Mauro; una questione politica e istituzionale che mette in discussione la natura stessa di questo governo. Le iniziative calunniose e spionistiche del suo presidente turbano lo svolgimento ordinato delle elezioni politiche, cioè il momento culminante di ogni democrazia, tentando di manipolare il voto degli elettori e suscitando reazioni e tensioni.
Si tratta dunque di iniziative di stampo eversivo, mentre non a caso il presidente della Repubblica, ben consapevole dei rischi indotti che possono derivarne, batte da tre giorni sul tasto del pericolo di inquinamento elettorale. Mentre tutto ciò accade sotto gli occhi allibiti dei nostri partners europei, un Parlamento arrivato al termine del suo mandato approva a colpi di maggioranza una legge palesemente illegale (insisto sull’avverbio “palesemente”) che abolisce la possibilità del Pubblico ministero di appellarsi contro le sentenze di assoluzione e con ciò discrimina la pubblica accusa e le parti civili rispetto alla difesa dell’imputato, violando gli articoli 110 e 112 della Costituzione, che stabiliscono la parità delle parti in processo, con l’evidente intento di bloccare il processo Sme che vede imputato lo stesso presidente del Consiglio per corruzione in atti giudiziari.
Contemporaneamente lo stesso presidente del Consiglio, attraverso il capo del gruppo parlamentare del suo partito, fa bloccare a tempo indefinito la riforma della legge sulla contrattazione dei diritti televisivi delle partite di calcio e regala un bel pacco di denaro al Milan, alla Juventus e all’Inter a spese di tutte le altre squadre del campionato.
* * *
Questi sono i fatti accaduti nell’ultima settimana e ne mancano ancora una dozzina prima della giornata elettorale. Aggiungerei l’occupazione totale degli spazi televisivi dai quali campeggia ininterrottamente la faccia inceronata del presidente del Consiglio, concionante senza limiti di tempo di fronte a conduttori compiacenti o ammutoliti.
I dirigenti del centrosinistra hanno preannunciato un passo formale presso il capo dello Stato affinché questa invereconda deriva antidemocratica abbia termine e si recuperino condizioni di normalità democratica. Se questo obiettivo non si realizzasse e dovesse continuare l’attuale scompiglio, la situazione potrebbe arrivare a decisioni estreme.
Gli alleati di Forza Italia vanno per una volta aldilà del mugugno. Per Casini l’iniziativa del premier in Procura equivale a una seduta di “avanspettacolo”, mentre per Maroni si è trattato di “una nota stonata, da evitare”. Tuttavia è evidente che una radicalizzazione dello scontro elettorale ha anche loro come bersaglio. Fini e il presidente della Camera si stanno facendo schiacciare dal radicalismo berlusconiano. Saranno loro ed i loro propositi alternativisti le prime vittime di quanto accade.
***
Come se questi guasti inflitti alla democrazia dal massimo rappresentante del potere esecutivo non bastassero a suscitare stupore e preoccupazione, un’altra grave interferenza è stata compiuta tre giorni fa dalla più alta autorità religiosa. Dal palazzo Vaticano il Papa Benedetto XVI, ricevendo gli auguri del sindaco di Roma, del presidente della Regione Lazio e del presidente della Provincia, si è rivolto direttamente ad essi affinché si oppongano all’attuazione dei Pacs e alla somministrazione della pillola abortiva negli ospedali pubblici. E affinché si dichiarassero contrari alle manifestazioni popolari indette ieri a Roma e a Milano per rivendicare i diritti delle donne e degli omosessuali.
Il Papa e i vescovi - l’abbiamo ripetuto più volte da queste pagine - sono liberissimi di testimoniare la fede e l’etica che ne deriva. Ormai sono andati molto più in là e intervengono dando giudizi e indicazioni anche su temi strettamente politici, sebbene i Patti Lateranensi delimitino con assoluta chiarezza che la materia politica non riguarda le autorità religiose.
Ma tre giorni fa Papa Ratzinger ha varcato un’altra frontiera che finora era stata rispettata. Non si è rivolto soltanto ai cattolici e a tutti i cittadini nella sua lotta contro l’aborto e contro gli omosessuali. Ha fatto di più. Si è rivolto perentoriamente alle autorità civili in sua presenza e ne ha prescritto pubblicamente i comportamenti che il Papa si attende da loro.
Un fatto del genere non sarebbe certamente concepibile nei riguardi del sindaco di Parigi o di Londra o di Berlino o di Madrid. Wojtyla non si è mai spinto così oltre, neppure nella sua amata Polonia dove, proprio durante il suo pontificato, furono varate le prime leggi laiche di quel paese.
Benedetto XVI si è dichiarato addirittura ferito e offeso da due libere manifestazioni popolari che non avevano certo lui né la religione cattolica come bersaglio.
La nostra campagna elettorale non riguarda certo il Papa, ma anche lui e i suoi consiglieri, come pure il giornale che si pubblica in Vaticano con il “placet” della Segreteria di Stato, dovrebbero sentire l’elementare responsabilità di evitare interventi plateali indirizzati ad autorità civili che soltanto per un senso, esso sì responsabile, di rispetto non hanno replicato come forse avrebbero voluto (e dovuto) richiamando “l’incipit” del Concordato che stabilisce l’esclusiva sovranità della Chiesa in materia religiosa e l’altrettanto esclusiva sovranità delle autorità civili in materia temporale.
Auspichiamo che il Papa dopo questo spiacevole episodio, abbia modo di riflettere con attenzione sul peso e sugli effetti delle sue esternazioni nonché sulle reazioni di chi lo ascolta con rispetto ma con libertà di spirito e autonoma dignità di coscienza.

12.01.2006 Un onnivoro in TV

Stiamo assistendo questa settimana al prologo di quella che promette essere la prossima campagna elettorale, ed il simbolo più eclatante di questo antipasto è il nostro giovane premier che ha aspettato solo l’inizio del nuovo anno per occupare militarmente con la sua presenza tutte le reti Tv.
Lunedì prima ad Otto e mezzo con Ferrara, subito dopo al processo di Biscardi, mercoledì sera dal cameriere Vespa, stasera sarebbe dovuto essere presente alla prima puntata di Alice con Anna La Rosa, ma la puntata è stata spostata perché stranamente mancava un contraddittorio (quindi sarebbe stato un discorso stile anni trenta), domani sarà all’altro programma della Rosa “conferenza stampa”. Quindi cinque apparizioni, molto lunghe, in cinque giorni. Ovviamente senza parlare di telegiornali o giornali, la quale cosa sarebbe normale. Tra un po’ penso lo vedremo magari a Linea Verde, alla Prova del cuoco o magari alla tv dei ragazzi…
E questo è solo l’antipasto di quella che sarà la terribile campagna elettorale dei prossimi due mesi, con un giovane premier (speriamo ancora per poco) disposto a tutto pur di recuperare lo svantaggio accumulato fino a questo periodo (che ricordo che è dato dagli ultimi sondaggi a 52-46 in vantaggio dell’Unione). Fortunatamente si sa che il berlusca non è molto avvezzo ai dibattiti nei quali esiste un minimo di contraddittorio, quindi ci si può divertire a vedere ogni volta il nostro amico uscirne con le ossa rotte. Basta una voce fuori dal coro, fuori dal suo salotto composto esclusivamente da camerieri i quali diffondono il suo verbo, affinché si senta in difficoltà e non riesca a giustificare o controbattere alle affermazioni altrui. Si è visto ieri sera contro Bertinotti, il quale poneva questioni importanti e piene d’idee, ribattute dal berlusca solo con frasi del tipo “non mi risulta”, “ma noi abbiamo non abbiamo fatto errori”, “ora gli italiani stanno meglio”, oppure si lo abbiamo visto dopo un breve periodo di calma e moderazione ad urlare ed inveire come non ce lo ricordavamo da tempo, segno che si trova in grossa difficoltà. Oppure l’altra sera da Ferrara, dopo le critiche di Ritanna Armeni sull’editto bulgaro di Sofia il quale conteneva la lettera di licenziamento per Santoro&Co. si è visto un Silvio rispondere “non è vero”, o “non mi risulta”, e “quello era solo un consiglio”… alla faccia del consiglio!

Insomma, le settimane che abbiamo davanti saranno durissime secondo il mio parere, e ne vedremo delle belle. Il tutto anticipato dall’attacco sistematico organizzato dal giornale del premier ed il Tg1 (megafono di Silvio) contro i Ds e un’ingenua intercettazione telefonica.. Ed è solo l’inizio…

Consiglio musicale della settimana (magari un po’ introspettivo): Oasis – Going Nowere

09.01.2006 Difettopoli – parte quarta

Rieccomi anche nel nuovo anno!
Prima di entrare nel merito della questione, cioè la quarta parte della mia lunga saga di difettopoli, vorrei fare un piccolo editoriale sul nuovo anno in villanet(leggetemi). Come avete visto ci sono in cantiere novità, alcune delle quali già svelate. La collaborazione di Roberto e Matteo arricchiranno questo spazio di informazioni divertenti su disparati argomenti (come potete vedere nel primo post dello spazio Revival da poco presente in queste pagine). L’obbiettivo è di fornire molto più a voi, in modo di potere leggere i miei stralunati pensieri e contemporaneamente divertirvi con informazioni che non conoscevate. Immagino infatti che molti di voi non hanno mai sentito parlare di cantanti o canzoni citate nel post di TheStar, e spero che nella rubrica Classifiche spunteranno argomenti d’interessante discussione.
Il mio obbiettivo personale è quello di non importunarvi troppo con le mie allucinazioni mentali, di non essere quello che descrivo nel quarto difetto cioè logorroico. Di non esagerare insomma con i miei discorsi da psicanalisi e da continue polemiche.
Vi anticipo subito che, essendo anno di elezioni tra l’altro molto importanti, parlerò molto di politica; non cercherò certamente né di convincere né di convertire nessuno. Al contrario tenterò di esporre nel modo più chiaro possibile le mie idee e le mie analisi su quello che sta accadendo e che è accaduto nel nostro paese negli ultimi anni. E a ridosso della data fatidica del 9 aprile svelerò anche a quale partito andrà il mio voto, e per quale motivo.
È un anno importante sia dal lato politico che da quello strettamente personale; inizierò la mia seconda tesi, speriamo bene, e chissà cosa riuscirò a combinare in questo periodo. Speriamo che tutto sia fruttuoso, oltre a quello che ho detto nelle mie speranze per questo nuovo anno.

Ma continuiamo con la saga di difettopoli. La quarta parte è dedicata ad un difetto abbastanza evidente, quindi non dovrei parlarne troppo approfonditamente: la logorrea.
Detta così sembra una fastidiosa situazione intestinale, ma ovviamente sta per il volere troppo parlare quando sono con gli altri. Me ne accorgo anche io, certe volte tendo a dire troppe cose, di getto senza pensarci o senza ritegno; anche parlando di stronzate voglio sempre aggiungere la mia, riempiendo certi vuoti che magari sarebbe meglio rimanessero tali.
Molte volte sembra che voglia mostrare di sapere più degli altri, magari di volere fare il “capetto”, ma proprio non è per questo motivo che parlo tanto. È per rendere partecipi tutti dei miei pensieri e delle mie sensazioni, o se raramente so cose che gli altri non sanno vorrei renderli partecipi di quelle poche conoscenze. Non mi sognerei mai di volere essere più degli altri, o un genio del sapere. Mi accorgo, ad esempio, che quando si è in viaggio o si visita qualcosa parlo tanto, volendo spiegare cose che ho letto o che ho sentito dire… magari esagerando alle volte e riempiendo di parole fino alla saturazione… questo veramente non è mostrare di essere o di sapere qualcosa in più, ma al contrario cercare di arricchire anche chi mi sta accanto, renderlo partecipe della mia felicità nel vedere o visitare certi luoghi.
Quindi in conclusione può essere visto come un difetto all’esterno, e me ne dispiaccio e cercherò di trattenere inutili fiumi di parole, ma dal mio punto di vista tutto è dovuto dalla mia voglia di trasmettere agli altri le mie sensazioni e i miei pensieri, quindi una forma di amicizia che non uso nei confronti di coloro ai quali non porto rispetto.

Nuove Rubriche

Con il nuovo anno iniziano le novità.
Da oggi partono due nuove rubriche:
- Le classifiche, curate da Matieu vi parleranno di tanti argomenti, tutti messi in classifica. Quindi musica, film, acquisti e quant’altro!
- Revival, curato da The Star, vi porterà indietro agli anni d’oro della musica.

Vi ricordo che questi spazi sono autogestiti ed ospitati in questo sito, per offrirvi sempre più cose nuove!!