È un bel po’ di tempo che non faccio sentire la mia voce, il mio pensiero, su questo blog; è molto triste infatti in questo periodo, sembra quasi abbandonato a sé stesso. Mi spiace avere lasciato per un po’ la mia creatura, probabilmente disaffezionando anche le persone che venivano a visitarla più spesso, o facendo dimenticare agli altri la sua presenza.
E finalmente ritorno con un intervento dei miei, più personale rispetto alle politicanti apparizioni fatte ultimamente; premetto subito che ne torneranno a breve altre, solo che il periodo di sovraesposizione politica di chiunque causa indigestione a chiunque, compreso me, quindi a volte non ho nemmeno voglia di dire niente, preso dal disgusto (soprattutto per le farneticazioni di una persona in particolare..)
Ho detto che non avrei parlato di politica però!
Penso sia circa un mese che non parlo di quello che mi sta accadendo, e che non manifesto il mio pensiero; questo potrebbe significare un periodo di fatica, di serenità perché non sta succedendo niente di male oppure di scoraggiamento perché non sta accadendo niente, punto.
Direi che mi trovo nel terzo dei casi, questo è stato un mese che non ha portato novità rilevanti da nessuna parte, o meglio non nella mia mente e nel mio modo di vivere. O meglio ancora, non nella mia vita personale ma solo studentesca. La seconda ovviamente è sempre in evoluzione, per definizione, mentre la prima si trova in una situazione di stallo, di piattume, di incredibile immobilismo, per non dire involuzione.
Il problema è che anche la rassegnazione per questa mia situazione è fissa, stabile, e la cosa mi spaventa alquanto. Non c’è una novità, qualcosa che mi stimoli interesse, praticamente nulla. Fortunatamente sono abbastanza preso dalla mia vita universitaria, e ciò mi consente di pensare ad altro, agli esami che sto preparando (per modo di dire), alla tesi che sto iniziando a pensare (ancora per modo di dire), ma le ore che passo via di casa con gli altri mi distolgono dal pensiero della mia situazione mentale. Arrivando a casa però ho il tempo di rilassare la mente dai pensieri “professionali” e concentrarmi su me stesso, su quello che faccio… C’è soprattutto un momento, quando sono nel letto aspettando di addormentarmi, nel quale partono i miei pensieri e sembrano non finire mai, penso a me, a chi sta con me, a chi non sta con me, e divago fino ad addormentarmi, alle volte con difficoltà.
Diciamo che è un momento di scoraggiamento, e questo si evidenzia anche dalla mancanza di ispirazione per scrivere in questo spazio, oppure per una relazione che sto componendo per un esame… un mio amico di economia è restato stupito da questo fatto, visto che è molto evidente la mia predisposizione alla scrittura, e a comporre belle “storie dell’orso” all’interno delle mie relazioni. Non sono logorroico solo a voce ovviamente! Però in questo periodo non sono logorroico neppure con i tasti, cosa alquanto preoccupante.
Scoraggiamento dovuto non alla mia esperienza universitaria, che direi soddisfacente, non al mio futuro professionale, che spero radioso (beh speriamo bene…), non dalla mia situazione familiare, sempre la solita, non dalla mia situazione di amicizie (vabbè, qualcosa ci sarebbe da dire anche lì) comunque sempre solita, ma proprio dalla mia situazione personale e mentale. Ad esempio in questo momento sono a casa, ed è sabato sera, e la cosa non mi preoccupa o mi sconvolge per il semplice fatto di essere a casa e non in giro con amici, quello è normale e non è più un problema sconvolgente infatti quando esco và bene, mentre quando sto a casa va bene lo stesso. La cosa mi scoraggia profondamente è che sono a casa invece che essere in giro con una persona magari speciale per me, che in questo momento non esiste e chissà se mai esisterà.
Lo so, sto diventando banale menandola su questo fatto, ma chi mi conosce bene sa quanto sia problematica questa situazione. Quanto questo scoraggiamento sia obbiettivamente pesante, e dovuto da una situazione altrettanto obbiettivamente difficile. L’altro giorno ho visto un bellissimo film che mi ha toccato molto, mijao sa quanto mi batteva il cuore quando era finito, anche perché in certi momenti speravo di poter essere il protagonista… non ho praticamente mai avuto ad esempio nemmeno un abbraccio vero, sinceri, proveniente da una situazione “seria” e non solo “avventurosa”, e questo mi rattrista molto.
È una situazione difficile, devo ammetterlo, soprattutto perchè vivo in un’assuefazione completa all’interno del mio stato. Difficile perché per me assolutamente normale. E quindi scoraggiante. E questo può essere definito il quinto difetto della mia lunga saga di difettopoli, mai dimenticata: la sfiducia. In primo luogo in me stesso, ma fondamentalmente il tutto si riflette, secondo una normale logica, anche verso gli altri.
Comunicazione di servizio: visto il clamoroso insuccesso, non dovuto a mie colpe, delle due rubriche esterne affidate ad altri, queste ultime sono state chiuse.