Si sa, oramai si è capito, io penso, forse alle volte anche troppo.
Alcune volte, però, qualche pensiero di senso compiuto esce anche dalla mia mente malata, l’unico problema è capire in che direzione mi porta.
Mi faccio contemporaneamente anche troppi problemi, come mi è stato recentemente ricordato, solo che proprio sono fatto così, probabilmente sono stato pure educato così, ed i miei trascorsi scolastico/giovanili (stronzi annessi) non mi hanno facilitato le cose.
Tant’è, tralasciando questa brevissima parentesi, stavo parlando dei miei pensieri, ed ogni tanto mi piace pure spalmarli un po’ anche su questo spazio.
Ultimamente sto molto pensando, teorizzando (o forse sarebbe meglio dire sognando) il bel giorno in cui avrò la possibilità di costruirmi uno spazio tutto mio, andandomene di casa… Qualcosa che mi rappresenti, che mi faccia stare bene e sereno (magari anche interiormente compiaciuto), possibilmente in compagnia di un coinquilino felino.
Mi costruisco mentalmente i miei spazi, e mi immagino lì a provarli; la mia poltrona da lettura in velluto marrone, con dietro una bella lampada, io lì accovacciato a leggere con una bella coperta sulle gambe, vicino un tavolino con un bicchiere di latte ed i miei Oreo (oppure, a scelta, un bicchiere di moscato).
Mi penso lì, tutto bello con tutto il resto della scatola attorno, mi compiaccio di quanto ho pensato ma poi non resisto dal rovinare tutto domandandomi “ma poi, dopo essermi compiaciuto, è abbastanza?”. Penso infatti che, anche se nei miei spazi sognati, non mi basterebbe una poltrona ed un tavolino, ma vorrei qualcuno che mi potesse vedere nel mio momento di relax, e che magari mi rubi un biscotto (possibilmente non il gatto). E ritorno alle mie vecchie pare di una volta, abbandonate dai miei discorsi ma tendenzialmente mai dalla mia mente. Pare, poi, è un termine anche sbagliato perchè non mi sto rovinando la vita a cercare ciò che chissà se mai mi sarà possibile trovare.
Sono un gran teorizzatore, lo ammetto, ma un pessimo realizzatore… Sarebbe meglio aumentare le abilità del secondo tipo, ma cavolo mica è semplice!
Tornato dai viaggi nordici, questa volta un po’ più bassi ma molto europei, mi rendo sempre più conto che il mio habitat ideale è la città: sarà caotica fin che volete, ma lì è la vita, non qui in mezzo a queste quattro montagne.
Poi, non che in quella eurocrate città vi sia chissà quale vita, anzi essa è permeata da strani influssi mediorientali, però la città è sempre il centro del mondo… La città è un luogo d’incontro, incomparabile con ste piazzette… Già Trento è accettabile per me, con le giuste proporzioni, però provare ad immergermi in una realtà più grande sinceramente sarebbe un mio desiderio; magari poi la schiferei, ma almeno avrei detto di averci provato, e di schifarla per qualche motivo e non solo idealmente (o teoricamente, per l’appunto).
Alle volte mi domando perchè non sono pure io un ereditiero, come quella cara donna di Paris… (non dico altro, altrimenti qua scappa la querela, si perchè sicuramente leggerà questo blog).
Consiglio musicale della settimana: Coldplay - Proof
Comunicazione di servizio: Mi è stato fatto presente alcune difficoltà a lasciare commenti, magari se un’anima buona passa e ne lascia uno, anche solo di prova, mi farebbe felice!
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