04.03.07 L’orgasmo catodico

Ed è passato anche il cinquantasettesimo festival. Ma questa volta, fortunatamente, non è passato inosservato.
Chi mi conosce lo sa che non corro dietro alle critiche favorevoli dei giornali, visto che appena dopo i primi dieci minuti del festival ho comunicato a tutti il mio entusiasmo.
Pippo è riuscito a portare agli antichi splendori una manifestazione che negli ultimi anni aveva perso la propria strada, il proprio significato. Partendo da quello della Carrà, passando dalla Ventura, fino ad arrivare allo scorso, insignificante, condotto da Panariello.
Si potrà dire che Pippo è vecchio, che è trito e ritrito, un sacco di cose, ma certamente conosce quello che fa; è riuscito a confezionare un prodotto praticamente perfetto, il vero Festival. E non un clone di un reality show, di un programma comico, di un varietà; Sanremo è una macchina complicata, ed i suoi meccanismi, se non maneggiati con cura, possono rompersi facilmente; una scenografia sbagliata, ospiti inadeguati, battute infelici possono comunicare una lenta agonia. Questo è successo ad esempio proprio l’anno scorso. Quest’anno abbiamo potuto assistere ad una faraonica scenografia, una grafica finalmente curata, e anche un livello musicale più che accettabile.
Si, perchè capisco che molti dei cantanti del Festival non venderanno un disco, ma non perchè le canzoni siano brutte bensì per una cultura nazionale esterofila, orientata solo ai “Big” nostrani, anche se molte volte cantano canzoni cloni di sè stesse.

Viva il Festival, viva Pippo che ha saputo restaurare il vero senso di una manifestazione come quella, che deve essere una Messa Cantata, ma con un bel pacchetto da scartare.
E cacciamo Del Noce, dopo cinque anni ha fatto più danni che altro, con favoritismi distribuiti a piacere tra i “cocchi” di papà (Conti, Clerici, Pupo e Co.), a discapito dei veri professionisti (Biagi, Fazio, Baudo, Carrà, Frizzi…).

your ads here (468x60) - after 1st post.