Sta finendo anche quest’anno, e come ogni ultimo post dell’anno che si rispetti, è arrivato il momento di fare un consuntivo di quanto è successo, e di tirare le somme su questo 2007.
La prima parola che mi viene in mente è sicuramente viaggio. Si perché mai come quest’anno mi sono arricchito di esperienze viaggiando, facendo più o meno il giro del mondo.
È stato un anno di grandi cambiamenti, e pure di grandi soddisfazioni, sotto molti punti di vista. In primo luogo è l’anno della laurea finale, la più sospirata e desiderata. Il cambiamento poi primario è sicuramente il lavoro, se così si può chiamare, all’università. Un ambiente molto particolare, nel quale però sono riuscito ad entrare, farmi conoscere nei miei modi, che riconosco abbastanza particolari.
Però ho iniziato un percorso che spero possa continuare, anche nel futuro, magari con altre forme contrattuali (magari con qualche contratto più consistente di un “non” contratto come quello che ho in questo momento). Oramai si conosce il mio desiderio è dell’insegnamento, della ricerca, del continuare a mettermi alla prova con gli altri, e non dentro un tetro ufficio. Proprio in questo settore è giunta una brutta delusione, ovvero la non ammissione alla scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario… era un mio desiderio entrarci, per poi portare avanti l’ipotesi di insegnare nelle scuole superiori… non si è avverata, per ora, chissà che in un futuro le cose non possano cambiare, ed anche la mia classe di laurea specialistica sia contemplata tra quelle richieste per l’insegnamento. Tant’è che me ne sono fatto una ragione, ed ora eccomi qui sulla strada della ricerca, che mi ha già portato ad alcune, importanti, soddisfazioni.
La pubblicazione, fin’ora, di tre articoli, con la mia presentazione in altrettante conferenze: a Mantova, per l’AICA in italiano, ad Urbino per l’università di sociologia ed il progetto e.urbs in inglese, e la più importante ed imprevista a Quebec City, in Canada, per la conferenza internazionale eLearn, ovviamente in inglese.
Questa è stata sicuramente la più grande soddisfazione, con un viaggio non cercato, e quindi profondamente inaspettato, che ho raccontato ampliamente su questo blog in diretta dalle terre canadesi. Spero a questo punto di continuare su questa strada, con il preciso proposito, per iniziare a farne qualcuno per il nuovo anno, di leggere di più e quindi essere più preparato sugli argomenti del mio lavoro. Esperienze comunque favolose.
L’anno del viaggiatore quindi è dovuto per cominciare a queste tre esperienze, che mi hanno fatto sicuramente viaggiare, ma anche sudare le mie belle sette camice per prepararmi, non agitarmi troppo, calmarmi… una presentazione in inglese davanti ad un pubblico non è proprio facilissima, penso comunque che siano andate più che bene. Mi sono fatto questi viaggi, ma direi onestamente che me li sono anche sudati.
Anno del viaggiatore anche per altri viaggi, di piacere, che però sono stati veramente molti, e raccontati sia su questo spazio, che pure nel mio album fotografico. Monaco, Brema, Amburgo, Innsbruck e ultima ma ovviamente prima nella lista l’Australia. Un’esperienza tanto desiderata, ma quanto mai inaspettata per i tempi. Ovviamente un sacrificio economico di tutto rispetto, ma che mi ha dato tanta gioia, farne molti di questi sacrifici!
Un anno di nuove esperienze, anche umane, entrando a contatto con nuove realtà, nuove persone, nuovi punti di vista che non possono che arricchirei i miei. Scontri, verbali e mentali, ne sono nati spesso, anche con persone a me molto vicine, ma la maturità di ciascuno ci può portare a trovare un punto di contatto non così scontato.
Un anno di un’esperienza in particolare, che sto portando avanti con grande gioia e con grande amore, e che quindi non fa altro che rendermi felice. Si perché questa è stata veramente inaspettata. Ho compreso che non è così semplice gestire un rapporto, più difficile di quanto credessi. Soprattutto per il mio modo di fare, un po’ tra le nuove a volte, magari non penso sempre a tutto quello che dico, generando scontri ed incomprensioni alle volte evitabilissime. Però è qualcosa di prezioso, che voglio portare avanti perché sento molto molto importante.
Questo è stato a grandi linee, sintetizzato in un post, il mio anno. Sicuramente particolare, diverso dagli altri, ma del quale non posso lamentarmi a differenza di altre volte.
I miei propositi per l’anno a venire li voglio fare prossimamente, in un intervento preposto; voglio fare però un proposito per l’anno che si sta chiudendo. Manca un giorno, domani saluteremo questo 2007, per dare il benvenuto ad un anno bisesto, speriamo non funesto.
Il mio proposito, che non rappresenta una novità in questo spazio, è un messaggio di pace. Perché se non siamo noi i primi a portare avanti un discorso di pace con chi ci sta vicino, sicuramente non possiamo pretendere che anche gli altri stiano in pace, e quindi nemmeno lamentarci di quello che succede intorno a noi, anche molto lontano.
Questo è il mio ultimo proposito per quest’anno, e anche il primo per quello che verrà. Auguri a tutti.
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