E dopo quello dei consultivi, dovrebbe giungere il tempo dei buoni propositi.
Dato che però i propositi sembrano fatti apposta per essere aggirati, io cercherò questa volta di buttare giù qualche speranza per quest’anno che è appena iniziato.
Prima di tutto il numero è molto interessante: l’otto. Un simbolo che se rovesciato ci ricorda l’infinito… Assommato alla cattiva nomea delle annate bisestili, da sempre considerate “funeste” non sembrerebbe partire con le migliori intenzioni simboliche. Però se lo consideriamo da altri punti di vista, questo infinito, può darci una sensazione di speranza, di immenso.. Oddio sembro quasi un santone. Proviamo a ritornare sulla terra.
It’s a wonderful life dice la canzone che sto ascoltando; è proprio vero, e per questo dovremmo tentare di renderla tale, veramente magnifica. Ma molte volte facciamo di tutto per sciuparla, per trasformarla in un percorso difficile e alle volte pure vomitevole. Ma perché mi domando? Perché maltrattiamo questo straordinario regalo che i nostri genitori, anche se qualcuno pensa a qualche entità superiore, hanno deciso di farci? Mi piacerebbe essere buddista per convincermi di avere altre possibilità in vite future, ma in mancanza di convinzioni religiose tendo a considerare questa la nostra unica possibilità per combinare qualcosa di bello. Ogni singolo respiro dovrebbe essere valutato come un regalo; quindi leggendo questa frase prendete un bel respiro, profondo! E fuori l’aria. Questo è un qualcosa di straordinario, che però purtroppo per voi state sciupando leggendo questo spazio, vabbè.
La mia frase di prima per me è importante, quel creare qualcosa di bello. Ecco, è questo il mio proposito, no avevo detto “speranza” per il 2008, ovvero combinare qualcosa di bello.
Dare un senso all’anno che avrò (speriamo) la fortuna di vivere, e riuscire a classificare alla fine dell’anno quanto fatto con una parola significativa. La parola chiave per l’anno scorso è stata sicuramente “viaggio”, quest’anno vedremo quale sarà.
La mia speranza è che alla fine di quest’anno alcune parole possano essere bandite; una certamente è solitudine. Non voglio rimanere solo, vorrei tenermi stretto le persone alle quali tengo, e che magari questa platea possa aumentare e non diminuire.
Un’altra parola da bandire speriamo possa essere la sconfitta; non per un vanto personale, ma bensì perché non voglio perdere quel poco che ho in questo momento, e con tanta difficoltà ho creato. E non vorrei che si infrangano quegli obiettivi che mi sono posto davanti.
E l’ultima definizione che vorrei non venga data a quest’anno è quella di essere insensato; vorrei che il tempo che avrò l’opportunità di trascorrere sia motivato da qualche scopo, e che porti a qualcosa, anche solo la semplice felicità di trascorrerlo con le persone con le quali in quel momento vorrei.
Come detto l’ultima volta che ho scritto, l’anno scorso, ci sono cose che mi sono accadute che vanno sicuramente incorniciate; persone incontrate, una in particolare, amicizie rafforzate, esperienze affrontate, luoghi visti.
La mia speranza è che queste situazioni si rinnovino anche quest’anno, con maggiore vigore e piacere per me e per chi sta con me. E anche chi non, l’importante è stare bene con sé stessi e con gli altri.
Forse sono stato un po’ troppo spirituale stavolta… Non venite a pregare a casa mia eh!
Auguri ancora a tutti, per un 2008 pieno di speranza.
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