08.06.08 - Un paraplegico non si può sposare

E poi dovrei andare in chiesa… Dal corriere dell’8 giugno 2008

VITERBO - Si sono sposati con rito civile in un’ospedale romano un giovane paraplegico e la fidanzata cui il vescovo di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli, come sostengono i familiari, ha negato il matrimonio religioso per «impotenza copulativa»: un’incapacità a procreare causata da gravi lesioni riportate in un incidente stradale avvenuto circa due mesi fa. Il matrimonio è stato celebrato questa mattina dal deputato e consigliere comunale Ds di Viterbo Ugo Sposetti, delegato dal sindaco della città Giulio Marini. Accanto agli sposi c’era anche il parroco della chiesa in cui i due si sarebbero dovuti sposare con il rito religioso. Il caso è stato segnalato dal quotidiano «Il Messaggero». Dopo le nozze celebrate all’interno del «Cto» di Roma è stata organizzata una festa nuziale cui sono stati invitati anche degenti, medici e infermieri che assistono lo sposo.

LA CURIA: «È STATA DECISIONE CONDIVISA» - «I termini della questione non sono quelli raccontati: a chi di dovere sono state offerte tutte le motivazioni di una realtà che non dipende nè da discrezionalità nè dall’intenzionalità dei soggetti»: lo si afferma in una nota diffusa oggi dalla curia di Viterbo in merito alla vicenda della giovane coppia alla quale il vescovo ha negato il matrimonio con rito religioso in quanto lo sposo di 26 anni non potrebbe avere rapporti sessuali per i postumi di un incidente stradale che lo ha reso paraplegico. «Tutto è stato fatto nella condivisione sincera della situazione e con ogni attenzione umana e cristiana - si afferma ancora nella nota della curia - Il precetto d’amore di Cristo è per noi, sempre, norma di vita, nell’ordinario e nello straordinario». In pratica la curia non smentisce il diniego ma lo definisce «condiviso» e, soprattutto, imposto dal diritto canonico, quindi «non soggetto a discrezionalità» o «intenzionalità». Il vescovo di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli, afferma che non avrebbe potuto comportarsi in modo diverso da quanto ha fatto. «L’amarezza per il modo inadeguato e pretestuoso in cui è stata presentata la vicenda - conclude la nota della Curia - non fa che aumentare la solidarietà affettuosa per chi è in sofferenza e ricordare che “la verità vi farà liberi”».

3 comments so far

va beh.. che la chiesa cattolica (e quindi il diritto canonico) sia piena di contraddizioni non e’ una novita’.. ma sorprende sempre come riescano a trovare nuovi modi di far brutte figure.

Mi pongo pero’ un’altra questione: perche’ sposarsi in ospedale, due mesi dopo un incidente? cosa ti da la certezza di poter mantenere in piedi un rapporto che e’ stato stravolto da appena due mesi?

ale.com
June 9th, 2008 at 5:11 pm

ho pero’ un’altra questione.. se un tizio e’ impotente si puo’ sposare? se a una donna fossero state asportate le ovaie, si potrebbe sposare?
..da quello che si legge qui sembrerebbe di no, ma non mi risulta che tra i documenti da presentare per sposarsi in chiesa sia richiesto un certificato di fertilita’..

ale.com
June 9th, 2008 at 5:13 pm

Appunto, sono domande inquietanti che mi portano indietro di una settantina d’anni…

vnet
June 9th, 2008 at 7:35 pm

Leave a Comment

Name (required)

Mail (will not be published) (required)

Website

Comment